Quarantacinque milioni di sterline (circa 54 milioni di euro), un prezzo comunque scontato, di almeno 5 milioni, rispetto a quello inizialmente richiesto dal proprietario, il Duca di Sutherland. Tanto è costato alla National Gallery di Londra evitare la fuga dal Regno Unito di Diana e Callisto, uno dei sette capolavori dipinti (tra il 1556 e il 1559) da Tiziano per Filippo II di Spagna su ispirazione delle Metamorfosi di Ovidio. La grande tela (due metri per due circa) si potrà così riunire a un altro dipinto della stessa serie, Diana e Atteone, facente parte della medesima collezione venduta nel 2009 per qualcosa di più (ma erano anche altri tempi), 50 milioni di sterline, alla stessa National Gallery di Londra in società con le National Galleries of Scotland di Edimburgo. Venticinque milioni di sterline arrivano dal fondo a disposizione del museo londinese (32 milioni in totale) per questi acquisti straordinari, il resto da sottoscrizioni e donazioni di privati: Siamo felicissimi ha detto il direttore Nicholas Penny di averli potuti acquistare entrambi, soprattutto in momenti così difficili» (il termine ultimo per la vendita scadeva fra l'altro solo a dicembre). E ora, per ripagare la soddisfazione e le spese, Diana e Callisto sono già in mostra, per 18 mesi, nelle stanze della National Gallery; prima da soli e poi (a partire da luglio) con Diana e Atteone. Insieme passeranno successivamente a Edimburgo. I due capolavori dovranno comunque imparare a viaggiare molto, visto che l'intenzione è quella di un'esposizione alternata tra Inghilterra e Scozia. Con una leggera predominanza (già annunciata) per Londra: d'altra parte la National Gallery, delle due, è quella che ha speso di più.