VENEZIA Dice il presidente dell'Autorità portuale che tre sono le informazioni arrivate dal decreto anti-inchini che porta la firma dei ministri Clini (Ambiente) e Passera (Infrastrutture). L'autorizzazione a trovare un'alternativa al passaggio delle crociere a San Marco (prima la cosa era partita dal Comune e dal Porto anche sull'onda delle proteste di alcuni veneziani che hanno dato vita al Comitato No grandi navi e dall'incidente della Concordia al Giglio), il via libera ad investire sulla Marittima (visto che il porto rimane a Venezia) e una politica di marketing diversa che spinga le compagnie crocieristiche a puntare sulle piccole navi (sotto le 40 mila tonnellate) che potranno ancora passare in Bacino. Una vera rivoluzione quella a cui pensa Paolo Costa: «Salviamo l'idea che le navi possono passare davanti a San Marco ma puntiamo sui mezzi di dimensioni ridotte compatibili con la città e la salvaguardia della laguna». In sostanza crociere più piccole, che costano di più e che portano a Venezia passeggeri più ricchi. Tutto questo mentre le grandi navi passeranno per il nuovo canale Contorta-Sant'Angelo che Porto e magistrato alle Acque stanno studiando. Il piano di massima verrà inviato nei prossimi giorni ai due ministeri competenti (Ambiente e Infrastrutture) che dovranno dare il via libera alla realizzazione del progetto vero e proprio. «Per farlo ci vuole la massima attenzione perché va rispettato il delicato ambiente lagunare», dice il magistrato alle Acque Ciriaco D'Alessio. Tutti però sono d'accordo che bisogna correre per realizzare l'alternativa presto e dare attuazione al decreto interministeriale che istituisce il divieto di transito a Venezia delle navi superiori alle 40 mila tonnellate. Servono però tempi tecnici per fare il progetto e avere tutte le autorizzazioni, dopo di che in un anno il canale sarà scavato e pronto. «Non so se servirà un commissario straordinario per accelerare dice l'assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso ne parleremo nelle prossime settimane, ma se sarà necessario c'è già il commissario ai fanghi». Intanto però il Porto potrà da una parte spingere Vtp a studiare strategie diverse per far arrivare attraverso San Marco crociere più piccole e dall'altra investire sulla Marittima per realizzare il cold ironing, un sistema di fornitura di energia elettrica in banchina in grado di alimentare le navi che così dovranno spegnere i motori riducendo l'inquinamento. Il progetto era stato "sospeso" in attesa della decisione dei ministri, adesso ripartirà velocemente per realizzarlo al più presto. «Da un lato il decreto ci dà una grande responsabilità di provvedere immediatamente a realizzare le alternative, cosa che stiamo già facendo dice il presidente Costa Dall'altro la ritengo una decisione presa nell'interesse della "polis" nel suo complesso, senza accontentare singole frazioni di essa, che non devono mai diventare fazioni». Nell'immediato il Porto con la Capitaneria dovranno stabilire la distanza tra una nave e l'altra in transito in Bacino.
Venezia. L'idea di Costa: Crociere a San Marco puntiamo su mini-navi
Il presidente dell'Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, ha espresso soddisfazione per il decreto anti-inchini che porta la firma dei ministri Clini (Ambiente) e Passera (Infrastrutture). Il decreto autorizza l'investimento sulla Marittima e la ricerca di alternative al passaggio delle crociere a San Marco. Costa sostiene che le navi più piccole (sotto le 40 mila tonnellate) potranno ancora passare in Bacino, mentre le grandi navi passeranno per il nuovo canale Contorta-Sant'Angelo. Il magistrato alle Acque, Ciriaco D'Alessio, sottolinea l'importanza di rispettare l'ambiente lagunare e di correre per realizzare l'alternativa presto.
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