Il drastico taglio dei fondi, che ha colpito musei, archivi storici e biblioteche del Lazio, ha indotto le direttrici e i direttori di oltre quaranta strutture museali della regione ad organizzare una originale manifestazione di protesta. Si tratta della "Festa dei mezzi musei" che si svolgerà oggi e domani "dalle 10 e mezza alle 18 e mezza". Numerose le iniziative in programma, destinate ad attirare lattenzione sugli effetti del vistoso ridimensionamento dei finanziamenti a favore di centinaia di strutture culturali sparse sullintero territorio della regione. Nelle giornate di domani e di domenica, le opere darte verranno presentato ai visitatori soltanto a metà, mediante la copertura parziale con un velo nero di pitture e sculture; le informazioni verranno ridotte a una mezza comunicazione; le direttrici e i direttori accoglieranno il pubblico indossando occhiali oscurati per metà; le luci resteranno accese per metà del tempo; verranno letti mezzi brani tratti da Il visconte dimezzato di Italo Calvino e dal Sapiente giudizio di Salomone; al pubblico verrà chiesto al termine delle visite di lasciare un mezzo commento sul mezzo libro dei visitatori e di firmare la mezza petizione "La qualità non si può dividere a metà". Numerosi i messaggi di sostegno e incoraggiamento inviati ai promotori delliniziativa da più parti del panorama culturale italiano. Tra le prime voci a favore, quella di Salvatore Settis: «È una reazione, la vostra, che mi piace molto. Spero che questo esempio sia seguito». (giuseppe serao)
ROMA - "Festa dei mezzi musei" protesta per i tagli alla cultura
La regione del Lazio ha subito un taglio dei fondi per le istituzioni culturali, che ha portato le musee, gli archivi storici e le biblioteche a organizzare una manifestazione di protesta. La "Festa dei mezzi musei" si svolgerà il 24 e 25 settembre con iniziative come la presentazione delle opere d'arte a metà, riduzione delle informazioni e dell'illuminazione, lettura di brani da libri e richiesta di commenti ai visitatori. La manifestazione è stata appoggiata da molti personaggi del panorama culturale italiano, tra cui Salvatore Settis.
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