«La montagna ha partorito il topolino. Per il governo Venezia è l'unico posto d'Italia non a rischio, tanto che nessun limite immediato è stato posto al passaggio delle navi da crociera». Così il Comitato Grandi navi commenta la firma del tanto atteso decreto Clini-Passera. Di immediato c'è soltanto la distanza di sicurezza tra le grandi navi, che dovrà essere di 2 miglia, e la velocità ridotta, peraltro già esistente. Niente divieti alle grandi stazze, almeno finché non saranno pronte le alternative. Un atto che arriva un mese e mezzo dopo la tragedia del Giglio. Che vieta il passaggio delle grandi navi «in prossimità dei siti più delicati dal punto di vista ambientale». Ma non a Venezia. Eppure il ministro per l'Ambiente era stato piuttosto deciso all'indomani del naufragio, nell'annunciare prowediemnti. Così il presidente della Regione Luca Zaia e il sindaco Orsoni. Ma le ragioni dell'economia, sostenute dal ministro delle Infrastrutture Corrado Passera, alla fine hanno prevalso. «Il governo si è arreso alle lobby del crocerismo», accusano i comitati, che annunciano battaglia in Parlamento. Proprio ieri è stata depositata in Senato una interrogazione firmata da Felice Casson e Roberto Della Seta (Pd) che chiede conto al governo degli studi in corso e delle alternative sul tappeto. Ricordando il recente intervento del professo Luigi D'Alpaos - che ha definito dannoso per la laguna lo scavo del nuovo canale Contorta Sant'Angelo - Casson e Della Seta chiedono di sapere quali siano stati gli studi assegnati. «Viste le esperienze veneziane», scrive Casson, «gli studi non dovrebbero essere affidati a società pubbliche o private che abbiano dato prova di scarsa autonoma scientifica come il Consorzio Venezia Nuova e l'Ufficio del Magistrato alle Acque di Venezia. Chiedono anche che si aposto almeno un termine (sei mesi) per valutare secondo legge le alternative proposte al passaggio delle grandi navi in bacino San Marco. Depositata in Senato è anche la proposta di legge, firmata da Casson, Della Seta e Ferrante per il divieto di passaggio alle grandi navi nelle aree sensibili. Tra cui appunto il bacino San Marco. Polemica che va avanti da tempo, quella sulle grandi navi. Prima ancora dell'incidente all'isola del Giglio il sindaco Orsoni e il presidente del Porto Paolo Costa avevano annunciato l'intenzione di disegnare scenari alternativi. Alla fine ci si è orientati verso lo scavo del canale, per fare arrivare comunque le navi in Marittima. Ma sul tappeto ci sono anche le ipotesi di spostare il porto fuori dalla laguna o a Marghera. Dibattito aperto, pronto ad approdare in Parlamento.
VENEZIA - Grandi navi, firmato il decreto senza divieti
Il governo italiano ha firmato un decreto che vieta il passaggio delle grandi navi in prossimità dei siti più delicati dal punto di vista ambientale, ma non a Venezia. La decisione è stata presa dopo la tragedia del naufragio del Giglio, ma è stata influenzata dalle lobby del crocerismo. Il governo si è arreso alle pressioni economiche e ha deciso di mantenere il passaggio delle navi in bacino San Marco. I comitati ambientalisti hanno reagito con polemica e hanno depositato una proposta di legge per il divieto di passaggio alle grandi navi nelle aree sensibili. Il governo ha anche ricevuto una interrogazione in Senato che chiede conto degli studi in corso e delle alternative proposte al passaggio delle navi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo