La polemica L'ex Soprintendente: area sbagliata e città contraria La partecipazione Fui nella commissione che valutò i progetti. Ma quello non è un si della Soprintendenza PADOVA «L'Auditorium in piazzale Boschetti mai si farà. Lo dissi già nel 2006, quand'ero Soprintendente e venni praticamente obbligato dal sindaco Flavio Zanonato a far parte della giuria che doveva scegliere il progetto migliore. E lo ridico oggi senza alcun problema, da comune cittadino che continua a ritenere quell'area inadatta, perché piccola e pericolosa». Parole come pietre quelle dell'ex Soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici del Veneto orientale, Guglielmo Monti, di nuovo tirato dentro all'annoso dibattito sulla Casa della musica, prima dall'assessore comunale ai Lavori pubblici Luisa Boldrin e poi da Franco Miracco, storico portavoce di Giancarlo Galan ed oggi consigliere del ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi. Martedì, durante un convegno al Bo con l'ex rettore della Normale di Pisa Salvatore Settis e il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella, l'assessore Boldrin ha sostenuto che Monti, quand'era appunto Soprintendente, diede un parere positivo alla realizzazione dell'Auditorium tra via Trieste ed il Piovego: «Sinceramente - replica Monti - dubito che esista un documento ufficiale in tal senso. Se non altro perché allora non c'era un progetto vero e proprio da valutare. Così come mi pare che non ci sia nemmeno oggi. Ripeto: già sei anni fa, quando controvoglia feci parte della giuria, non persi occasione di spiegare al sindaco Zanonato come in piazzale Boschetti, in una zona inquinata, a rischio idraulico e troppo vicina alla Cappella degli Scrovegni, sarebbe stato molto difficile, per non dire impossibile, costruire un'opera del genere. E mi sembra che, a distanza di tempo, i fatti mi stiano dando ragione». Come detto sopra, con Monti se l'è presa anche Miracco, che l'ha accusato di esser stato allora in conflitto d'interessi, Soprintendente ma pure membro della giuria: «Oddio, mi pare che in questo disastrato Paese i conflitti d'interesse fossero e siano ben altri - sorride Monti - Comunque, non voglio entrare in polemica con il consigliere del ministro Ornaghi. Ribadisco per l'ennesima volta che fu il sindaco Zanonato ad insistere fortemente che facessi parte della giuria, forse perché così facendo immaginava di ottenere, a prescindere da tutto, il parere positivo della Soprintendenza. Cosa che, come ho già detto, non avvenne. Un organo serio come la Soprintendenza - scandisce Monti - viene chiamato a pronunciarsi soltanto in presenza di un progetto concreto. Progetto, ripeto, che non esisteva allora e non esiste oggi». Quindi, l'ex Soprintendente rincara la dose: «Mi sembrava già chiaro nel 2006 e mi sembra ancor più chiaro adesso che la maggior parte dei padovani non senta la necessità di un'opera come l'Auditorium. A parte il maestro dei Solisti Veneti Claudio Scimone e pochi altri - sottolinea Monti - il resto della città è fermamente contrario». Ieri intanto, a margine di una conferenza stampa a Palazzo del Monte, Antonio Finotti, presidente della Fondazione Cariparo, ente che dovrebbe teoricamente finanziare la Casa della musica, si è di nuovo trincerato dietro un secco «no comment»: «Auditorium? Non posso dire nulla perché non ho nulla da dire». II caso Auditorium Boldrin: Monti disse sì all'opera 1 Martedì in un convegno l'assessore Boldrin sostiene che Guglielmo Monti, da Soprintendente, diede un parere positivo all'Auditorium «Conflitto d'interessi» Miracco censura Monti 2 Franco Miracco, consigliere del ministro della Cultura Ornaghi e firmatario dell'appello contro la struttura, ha accusato Monti di conflitto d'interessi Monti: nessun sì dalla Soprintendenza 3 Ora la replica di Monti. Che conferma che un parere ufficiale non c'è e che la partecipazione alla commissione non equivaleva ad un sì della Soprintendenza