L'ultima querelle sulla Biennale, con le lamentele del consigliere nominato dal ministro Omaghi, Emmanuele Emanuele, per essere stato tagliato fuori dalle decisioni sulle nomine? «Autoreferenziale». La proposta dei sindacati di vendere Ca' Vendramin Calergi per evitare la privatizzazione? «Irricevibile». Il braccio di ferro con il governo sui fondi agli enti locali? «Abbiamo già legalmente diffidato il ministero a versarci i 55 milioni di trasferimenti stanziati e mai arrivati: se non ci rispondono, la causa civile è pronta». Sindaco Orsoni a tutto campo sulle questioni del giorno: centralismo culturale (Biennale) e finanziario (tesoreria e federalismo fiscale), futuro del Casino, ex gallina dalle uova d'oro ora avvizzita. Biennale. Il consigliere Emanuele, si sa, si è lamentato dell'autonomia decisionale del presidente Baratta nella nomina dei direttori e il ministro Ornaghi ha scritto al presidente della Biennale indicandogli la necessità di scelte «condivise». Ora il sindaco Orsoni si schiera con Baratta e non lesina soppesati, ma taglienti, commenti. «Il consigliere Emanuele dichiara che il Cda non risponde a nessuno», scandisce Orsoni, «ma dimentica Emanuele che i rappresentanti in consiglio di Regione, Provincia, Comune devono rispondere agli elettori delle loro scelte, mentre i presidenti di Fondazione bancaria (Emanuele lo è della potente Fondazione Roma, che controlla Scuderie del Quirinale e palazzo delle esposizioni, ndr) sono i più autoreferenziali di tutti nel nostro ordinamento e non rispondono a nessuno». E il pensiero corre al lungo braccio di ferro con il presidente della Fondazione Venezia, Giuliano Segre, sull'M9 a Mestre. «Quando vengo nominato in un Cda», prosegue Orsoni, «nelle prime sedute sono abituato a stare in un cantuccio a capire che succede. Qui c'è invece un consigliere che pensa di essere il dominus della situazione e imporre una certa visione della gestione della Biennale, che per altro non corrisponde neanche alla legge. Il consigliere ritiene che le istruttorie vadano fatte in consiglio: sono perplesso, forse fa riferimento a un diritto amministrativo che non ho letto in nessun manuale». E Emanuele è servito: e con lui il ministro Ornaghi. Come dire: non decide il ministero sulla Biennale di Venezia. Casinò. La situazione degli incassi è sempre più drammatica: anche i 40 milioni a bilancio 2012 sembrano ben lontani. Il sindaco liquida la proposta dei sindacati - tra la quale c'è vendere Ca' Vendramin Calergi - come «totalmente irricevibile ». E aggiunge: «E' finito il tempo delle trattative. Io ho ricevuto dal Consiglio comunale il compito di sondare tutte le strade possibili: l'amministratore delegato Ravà è stato ovviamente delegato alla trattativa e io mi sono occupato di verificare la possibilità di cedere la gestione del Casinò e il ministero ha detto che è possibile». E ora? «Sentirò nei prossimi giorni Ravà per avere una relazione sulle trattative e ne riferirò al Consiglio, insieme alle opzioni di cessione della gestione», prosegue il sindaco, «e il Consiglio deciderà. Una decisione che va presa assolutamente entro marzo». Se l'opzione fosse quella di mettere a gara la gestione della casa da gioco, infatti, è evidente che i tempi sono stretti, dato il continuo crollo delle entrate della casa da gioco, che sta perdendo il suo valore anche in termini di contropartita verso i privati. Bilancio 2012. Il confronto-scontro finanziario con il governo è a tutto campo. Su passato e futuro. «Abbiamo già diffidato legalmente il ministero delle Finanze a versarci i 55 milioni di euro di trasferimenti stanziati da molti anni e mai arrivati: in caso di mancato riscontro, avvieremo l'azione legale», dice Orsoni, commentando l'analoga iniziativa decisa dalla Provincia, per recuperare 42 milioni. Poi c'è la battaglia nazionale sul federalismo fiscale e i vinco-li-capestro del Patto di Stabilità. L Anci - nella quale Orsoni rappresenta le città metropolitane - incontrerà martedì il premier Monti per avanzare una proposta: lo stato non dia più fondi ai Comuni, ma lasci loro l'intera Imu e li faccia però uscire dal patto di stabilità. «In Europa i Comuni sono tutti esclusi dai vincoli», commenta Orsoni, «e una decisione va presa subito dal governo». Per Venezia, calcola l'assessore Simionato, l'Imu vale ora 90 milioni (per metà da girare al governo) a fronte di 120 di trasferimenti. Portando l'aliquota al 0,9 il pareggio sarebbe assicurato.