Qualche venerdì fa, «Saturno» ha denunciato la cessione di un 'ramo d'azienda' dell'Opera del Duomo di Siena alla società privata Opera Laboratori Fiorentini. Tra i compiti di quel 'ramo' d'azienda c'è anche quello di promuovere le iniziative culturali: e se qualcuno si è interrogato sulle possibili conseguenze, da oggi può andare a Siena e togliersi ogni dubbio. Fino al 31 agosto, infatti, nella cosiddetta 'cripta' sotto il Duomo è esposto il Battesimo di Gesù di Tiziano dei Musei Capitolini di Roma. L'invito diffuso da Civita (che controlla Opera Laboratori Fiorentini) afferma che «l'eccezionale prestito dell'opera, che si allontana per la prima volta dalla sua tradizionale sede espositiva, è l'occasione per un dialogo tra il capolavoro di Tiziano e le opere permanenti del complesso monumentale del Duomo di Siena». E, se non ci fosse da piangere, ci sarebbe di che sbellicarsi dalle risa. Un'opera del primo, giorgionesco Tiziano lascia la sua sede per sprofondarsi in un contesto da archeologia medioevale a 'dialogare' con gli affreschi duecenteschi di Guido da Siena e compagni: il che ha lo stesso valore culturale di 'far dialogare' una lacca giapponese con una lavatrice, o una sequoia con una pizza margherita. Si attende con ansia che l'intera cripta sia estratta, e spedita a dialogare con Piazza Tienanmen: coraggio, la Cina è vicina.