Sequestri e indagine. Il pm Buccini aveva sequestrato alcune lastre per cercare di capire la provenienza La Procura di Venezia non molla la presa sui masegni. Le indagini avviate un paio di anni fa dal procuratore aggiunto Carlo Mastelloni per capire che fine facessero le grandi lastre di trachite euganea che ricoprono circa il 6o per cento del centro storico veneziano e se fosse regolare la loro sostituzione con pavimentazioni nuove ben diverse dagli originali, sono ancora aperte e affidate al pm Stefano Buccini. E proprio Mastelloni e Buccini hanno convocato ieri alla Manifattura Tabacchi il soprintendente ai beni architettonici e culturali Renata Codello per un summit con tutti gli altri magistrati che si occupano dei reati edilizi e sui beni culturali, ovvero Giorgio Gava, Francesca Crupi e Angela Masiello. La questione riguardava proprio il riconoscimento o meno dei «masegni» come «bene culturale», quindi soggetto a tutela secondo il Codice approvato nel 2004, che prevede sanzioni anche penali per chi, tra le altre cose, «senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali» oppure «si impossessa di beni culturali appartenenti allo Stato». La soprintendente ha risposto a tutte le domande dei magistrati. In particolare ha spiegato che i masegni in sé non sono un bene vincolato e da tutelare, ma che assumono quella natura solamente a seconda del contesto. Ovvio che un masegno in un'area che non ha alcuna rilevanza architettonica e culturale non valga a muovere la procura, mentre invece se si parla di lastre di pertinenza di edifici già vincolati allora il discorso cambia. In particolare il pm Buccini alcuni mesi fa aveva sequestrato dei masegni originali ritrovati dalla polizia giudiziaria presso depositi e luoghi di stoccaggio di varie ditte, che avevano effettuato dei lavori sulla pavimentazione veneziana. è evidente che ora, anche alla luce di queste indicazioni della Soprintendenza, bisognerà risalire con precisione alla provenienza di quei masegni, per capire se ci sia o meno qualche reato. All'epoca della polemica di un paio d'anni fa, da Insula e Comune aveva negato «sparizioni» sospette, dicendo invece che durante gli interventi di manutenzione urbana vengono eliminati i giunti fugati, cioè gli spazi di terra e cemento tra un masegno e l'altro.