Altro che tempi brevi per il Fontego dei Tedeschi. Se tutto va bene, il consiglio comunale voterà a fine marzo, sempre che a Roma il Comitato tecnico del ministero per i Beni culturali si esprima in una sola seduta. Ieri si è insediata la commissione interna della Direzione regionale per i beni culturali, equipe informale dei tecnici e funzionari più esperti, che in una settimana dovrebbe vagliare le carte inviate dalla Soprintendenza sul progetto di Edizioni Property, il braccio immobiliare dei Benetton. Quindi si esprimerà il direttore Ugo Soragni e tutto il plico un corposo faldone con mappe, rendering e progetti targati Oma, lo studio dell'archistar olandese Rem Koolhaas sarà inviato a Roma. Il percorso è identico a quello che ha portato alla bocciatura del rifacimento del ponte dell'Accademia: il parere del Comitato romano non è vincolante, ma è evidente che il suo peso specifico è notevole e l'amministrazione non può non tenerne conto. «Al momento non abbiamo ricevuto nulla dalla Soprintendenza», fa sapere il vicesindaco Sandro Simionato. L'amministrazione freme per la conclusione dell'iter burocratico, visto che a rischio ci sono i 6 milioni di euro di beneficio pubblico già incassati da Ca' Farsetti. Intanto torna alla ribalta il tema delle maxiaffissioni. Ieri Marta Locatelli, consigliere del Pdl, ha protocollato un'interrogazione in cui chiede che anche in caso di restauri il canone per le affissioni sia pagato. La prassi vuole che le sponsorizzazioni siano esenti dal balzello ma per Locatelli a San Marco le procedure di evidenza pubblica e quelle delle sponsorizzazioni non sono state rispettate. «Le aziende che procacciano la pubblicità ci guadagnano - dice -, è giusto che paghino il canone, il Comune ha perso quasi 1,5 milioni di euro».