Il sindaco chiederà di sbloccare i due milioni e mezzo in cassa. Villa Manzoni cade a pezzi, ormai lo sanno tutti. Necessita di una ristrutturazione importante da suddividere in due lotti, per la quale l'amministrazione comunale ha già stanziato parte del denaro necessario. Ma non la può fare, colpa del patto di stabilità. Ora il sindaco dopo aver bussato a diverse porte, compresa quella del comitato Expo 2015, è deciso a sollevare l'argomento con il ministro ai beni culturali Lorenzo Ornaghi che sarà in città sabato mattina in occasione del convegno organizzato dalla scuola elementare Pietro Scola per i suoi 25 anni al Teatro della Società. Un appello al ministro affinché svincoli l'opera dal patto di stabilità e permetta alla città di riavere il suo bene più prezioso dal punto di vista storico, turistico e culturale. Il sindaco Virginio Brivio a margine del convegno al Teatro Sociale sabato mattina chiederà ufficialmente al ministro proprio questo. Villa Manzoni è la vetrina della città, ospita ogni anno 60 mila visitatori, per la maggior parte studenti di tutta Italia e per la mancanza delle opere necessarie è già stata depennata dalla Regione come museo accreditato. Il progetto di ristrutturazione, colpevolmente rimandato dall'amministrazione precedente quando ancora si potevano spendere i soldi in cassa, prevede la riqualifica in due lotti. Il primo già finanziato di 2 milioni e 600 mila euro e il secondo di due milioni e mezzo. Il progetto oltre alla messa a norma di tutta la struttura, prevede una diversa dislocazione degli uffici e anche la ristrutturazione delle rimesse dalla quale si ricaverebbero ulteriori spazi. L'opera aveva avuto il via libera anche della Sovrintendenza, alcuni reperti e libri sono già stati spostati in magazzini (a pagamento) per evitare che durante i lavori potessero subire danni, ma i lavori non sono mai partiti. Il commissario prefettizio preso atto dell'inspiegabile ritardo aveva aggiunto 500 mila euro alla postazione, visto che i costi col passare degli anni erano lievitati, ma con l'ingresso della nuova amministrazione il patto di stabilità e si è fatto più vincolante e per evitare di bloccare tutti gli altri lavori in città si è deciso di rimandare l'opera. Ma ora serve intervenire. Per questo il sindaco e l'assessore Michele Tavola hanno richiesto già da tempo, forti anche del protocollo di intesa stipulato dall'ex sindaco Antonella Faggi con l'ex sindaco di Milano Letizia Moratti sulla partecipazione del Comune di Lecco alle iniziative di Expo, che l'opera possa essere sganciata dal patto di stabilità e rientrare in quelle previste appunto dall'evento espositivo, quindi sganciata dai vincoli di bilancio. Fino a oggi però nessuna risposta e per questo, visto che il tempo passa le condizioni della villa peggiorano e non ci sono risposte, il sindaco ha deciso di cogliere la palla al balzo, e rivolgersi direttamente al ministro Ornaghi in visita in città. Un'occasione irripetibile per puntare i riflettori sui nostri problemi (oltretutto l'assessore all'urbanistica Martino Mazzoleni è suo assistente all'Università Cattolica quindi potrebbe essere anche più sensibile al problema) e che il sindaco non intende lasciarsi scappare. A questo punto se si riuscisse a svicolare dai lacci della burocrazia, il Comune potrebbe iniziare le procedure per appaltare il primo lotto e intanto reperire gli altri due milioni e mezzo per l'anno venturo. Più di cinque milioni di euro (ma fermi in attesa di utilizzo ce ne sono quasi trenta) che verrebbero spesi per un'ottima causa. Ora tutte le speranze sono riposte sul ministro. Lorenza Pagano Il monumento è la vetrina della città, ospita ogni anno sessantamila visitatori perla maggior parte studenti. Ma la Regione la considera di secondo piano