VENERE riemerge, questa volta dalla terra dello scavo: il ritrovamento archeologico vede protagonista la dea della bellezza, venuta alla luce venerdì nel corso degli scavi effettuati aMarsala, accanto alla chiesa di San Giovanni, nella zona destinata a diventare il più grande parco archeologico del Mediterraneo, il Parco di Lilybeo. La scoperta è stata presentata dall'assessore regionale ai Beni culturali Alessandro Pagano, dal soprintendente di Trapani Giuseppe Gini, dall'archeologa della Soprintendenza Rossella Giglio e dal deputato regionale David Costa. Senza testa né braccia, con le gambe mancanti dal ginocchio in giù, la statua è una copia romana del II secolo dopo Cristo. Lo stato di conservazione è buono, presto verranno eseguite indagini petrografiche che permetteranno di saperne di più. «Abbiamo trovato la statuaracconta Gini sotto lo strato medioevale, è la copia di una statua ellenistica. Ricorda molto la Venere Landolina conservata a Siracusa. Sembra in marmo. La sua sede espositiva? Il museo del Baglio Anselmi». La statua è stata trovata vicino a una fonte, probabilmente legata ai riti dedicati ad Afrodite. Sul panneggio anteriore le tracce di due dita, mentre sul retro, dalle pieghe morbide delle vesti traspare una contrazione del gluteo, come d'accenno a un passo. Dice l'assessore Alessandro Pagano: «Assieme alla nave punica e al Giovinetto di Mothia, questo reperto potrà essere di grande richiamo turistico». E se si aggiungono il Satiro e il progetto museale della Tonnara di Favignana, questa estremità di Sicilia potrebbe puntare molto in questa direzione. Intanto, arrivano finanziamenti: due milioni di euro, per il recupero strutturale e il completamento dell'acquisizione del complesso adiacente al Baglio Anselmi, museo della nave punica. Fino a questo momento per il Parco Lilybeo sono stati spesi 10 milioni e mezzo di euro.
Una Venere senza testa star degli scavi a Marsala - Scoperta una copia romana di una statua ellenistica
La statua di Venere è stata trovata durante gli scavi a Marsala, in Sicilia. È una copia romana del II secolo dopo Cristo, senza testa né braccia, con le gambe mancanti dal ginocchio in giù. La statua è stata trovata vicino a una fonte, probabilmente legata ai riti dedicati ad Afrodite. È stata scoperta dal soprintendente di Trapani Giuseppe Gini e dall'archeologa Rossella Giglio. La statua è stata trovata vicino a una nave punica e al Giovinetto di Mothia, e potrebbe essere di grande richiamo turistico.
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