La sinergia «Entro il 2015 operazioni completate. Il progetto ha suscitato ampi consensi in Europa». Gli interventi. Da marzo a dicembre operativi i bandi per il recupero di domus e il rischio idrogeologico. Il professore al question time: nei siti esposti alle intemperie i crolli ci sono sempre stati. «I danni al patrimonio archeologico esposto alle intemperie si sono sempre verificati». E anche Pompei «da oltre 250 anni subisce danni alle strutture murarie e agli apparati decorativi». Parola del ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi. Che ieri, rispondendo alla Camera al question time sulla situazione degli Scavi, ha fatto il punto sull'annosa questione dei crolli che sono costati la poltrona a Sandro Bondi, hanno accompagnato il mandato del suo successore Giancarlo Galan e non si sono certo fermati con l'arrivo in via del Collegio Romano del professore nominato da Monti. Perché i crolli, nella città antica sottratta alla coltre di lapilli che l'aveva protetta per secoli ed esposta alla furia degli elementi, ci sono sempre stati. Ed è «fuorviante - ha detto subito Ornaghi a Montecitorio - ritenere che sia esistita una mitica età felice e fortunata, in cui consistenti maestranze statali specializzate operavano giorno per giorno la manutenzione programmata del sito, così evitando o riducendo il pericolo di danni irreparabili». Il ministro ha poi spiegato «l'approccio scientifico ed operativo con cui si sta cercando di affrontare la questione». Perché se è vero che agli Scavi fino ad ora si è operato su due piani, «quello degli interventi di urgenza su danni localizzati» e «quello di parziali interventi di consolidamento e restauro sulle singole aree Domus», «queste azioni non bastano», ha però sottolineato Ornaghi, aggiungendo che «il programma di governo è un progetto complessivo in grado di affrontare in forma interconnessa i principali problemi di Pompei». Che, così come il ministro li ha elencati ai parlamentari, riguardano innanzitutto la riduzione del rischio idrogeologico, con la messa in sicurezza dei terrapieni non scavati; la messa in sicurezza delle insulae; il consolidamento e restauro delle murature; il consolidamento e restauro delle superfici decorate; la protezione degli edifici dalle intemperie, con conseguente aumento delle aree visitabili; il potenziamento, infine, del sistema di video sorveglianza. Il piano che il governo si appresta a realizzare con i 105 milioni di fondi europei, ha detto il ministro, «è un modello di "cooperazione interistituzionale rafforzata"», che è stato molto apprezzato dall'Unione Europea» che «intende non solo mettere in campo sia le migliori forze e capacità del Mibac, sia le competenze dei più autorevoli studiosi ed esperti nazionali e internazionali, ma è anche frutto dell'intesa con i ministeri della Coesione Territoriale e dell'Interno». Ornaghi ha ricordato il «protollo di legalità» sottoscritto con i ministri Barca, Cancellieri e Profumo e con l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, per la gestione trasparente delle risorse e la sicurezza degli appalti e illustrato il «rigoroso calendario» che ci si è impegnati a rispettare fino al 2015 quando «il progetto si concluderà auspicabilmente». Dovranno essere pronti per la fine di marzo i bandi per consolidamento e restauro di 5 domus; a metà aprile quello per la riduzione del rischio idrogeologico nel terrapieno dell'area interessata dal crollo della Schola Armaturarum; entro il 31 luglio quelli per la messa in sicurezza di tre Regiones e quello per il consolidamento e il restauro delle murature e dei decori, e l'apertura di almeno una domus al momento chiusa; entro il 31 dicembre, infine, i bandi per la messa in sicurezza delle altre cinque Regiones. Ornaghi ha precisato che sta per essere pubblicato «un elenco di ulteriori interventi da finanziare mediante sponsor». «Il ruolo degli enti territoriali - Regione, Provincia e soprattutto Comune - si rivela cruciale» ha detto poi il ministro, che ha annunciato l'apertura di un tavolo di consultazione anche con i ministri Barca e Cancellieri». La salvaguardia di Pompei è di inestimabile valore per la vitalità e la credibilità della cultura italiana nel mondo», ha concluso poi il ministro, e «la corretta impostazione dell'annosa questione di questo sito archeologico porta necessariamente con sé il fondamentale obiettivo dello sviluppo economico-sociale del territorio circostante».
POMPEI - II ministro risponde a Montecitorio. Ornaghi: Efficace il piano Pompei ora basta accuse
Il progetto di recupero di Pompei è stato completato nel 2015. Il progetto ha suscitato ampi consensi in Europa. Il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città antica. Il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città antica. Il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città antica. Il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città antica. Il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città antica. Il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città antica. Il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città antica. Il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città antica. Il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città antica. Il progetto ha avuto un impatto positivo sulla città antica.
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