II caso II consigliere del ministro della Cultura: «È obbligatorio, senza di quello l'opera non si fa» PADOVA Scoppia un caso sulla questione del parere della Soprintendenza al progetto del nuovo auditorium, che dovrebbe sorgere in piazzale Boschetti. Martedì, durante l'incontro al Bo con l'ex rettore della Normale Salvatore Settis e il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella, l'assessore ai Lavori pubblici Luisa Boldrin, rispondendo alle accuse dello stesso Settis («Sulla casa della musica è urgente un parere della Soprintendenza»), aveva affermato che in realtà il parere per l'Auditorium già ci fosse. «E stato dato ai tempi della gara per il progetto - ha sostenuto - tanto che l'allora Soprintendente, Guglielmo Monti, era nella commissione che aggiudicò la gara». Ieri, però, sulle dichiarazioni dell'assessore ha preso posizione Franco Miracco, consigliere del ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. Fornendo una versione diametralmente opposta. «Al momento non esiste alcun parere della Soprintendenza sul progetto del nuovo auditorium - ha replicato Miracco -. La conferma viene anche dalla nuova Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici delle province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, la dottoressa Sabina Ferrari. È chiaro dunque che senza questo documento, che è considerato un passaggio obbligato, l'auditorium non si può fare». Il consigliere del ministro, già portavoce in Regione di Giancarlo Galan, però è andato oltre. «Rispondendo a Settis, la Boldrin ha svelato una procedura quantomeno originale - ha aggiunto -. Ossia che il Soprintendente che avrebbe dato l'ok al progetto, l'architetto Guglielmo Monti, fosse addirittura uno dei membri della commissione aggiudicatrice del progetto. Si tratta con tutta evidenza di un caso di conflitto di interessi. Come è possibile che colui che avrebbe dovuto dare il via libera, in qualità di Soprintendente, stesse anche nella commissione che giudicava i progetti?». Miracco, dunque, conclude. «Siccome non risulta alcun parere della Soprintendenza sul nuovo auditorium, evidentemente l'assessore confonde il parere ufficiale con quello dato in qualità di commissario dell'architetto Monti». La Boldrin, interrogata sul caso, risponde così: «Noi abbiamo un parere generico sull'area firmato dall'allora Soprintendente Monti. Quella di Miracco è una polemica sterile. Inoltre vorrei capire dove stia il conflitto di interessi. Siamo stati noi a volere il Soprintendente nella commissione, apposta perché seguisse i progetti. E poi perché tirare fuori queste cose adesso? All'epoca non ci fu alcuna obiezione».