La denuncia-appello della direttrice Rea Daverio: "A Roma ci sono due piazze importanti, quella gestita dal papa tedesco è ordinata" Colosseo, ore 7 del mattino, inizia laccerchiamento. Bancarelle di souvenir paccottiglia e camion-bar cominciano a disporsi lungo lanello del monumento, seguiti da altri venditori ambulanti che prendono dassedio le transenne di Arco di Costantino, Via Sacra e Tempio di Venere e Roma. Alle ore 8,30 il bazar apre, impreziosito da centurioni in posa e manciate di guide abusive acchiappa-turisti. E lo skyline quotidiano di piazza del Colosseo, un sottobosco di folclore e business più o meno legale, che affossa il minimo senso del decoro. «E dal 1985 che sono al Colosseo e in ventisei anni le condizioni della piazza sono peggiorate: ormai cè un degrado ambientale da terzo mondo», lamenta la direttrice del monumento Rossella Rea. E mentre scorre il countdown per lapprovazione del decreto di Roma Capitale, che riconoscerebbe al Comune competenze specifiche sulla valorizzazione di monumenti statali, i riflettori non possono che essere puntati su una piazza conosciuta in tutto il mondo, che proprio al Campidoglio spetta di valorizzare e invece concede autorizzazioni a venditori ambulanti senza alcun canone estetico. Dati alla mano, la Rea conta ogni giorno quattordici bancarelle che presidiano la piazza: «Una è attaccata allingresso principale, e il pubblico non riesce mai a capire dove si entra. Altre addirittura sono appostate sulle uscite demergenza». «Per non parlare della manutenzione che continua ad essere carente, tra sampietrini e transenne divelti insiste la Rea Dopo lultima nevicata, hanno buttato il sale sul lastricato di travertino antico, un trattamento inadatto che rischia di spaccare le pietre, e che ci costringe ora ad intervenire con speciali aspiratori. Il grande sforzo che lo Stato e le forze private stanno facendo sul Colosseo, grazie anche allinteressamento del sindaco Alemanno, rischia di essere vanificato se non si pone rimedio a questo degrado che si trascina da decenni». «E necessario chiarire il concetto di valorizzazione che non si identifica con la messa a reddito - incalza la Rea - ma per larea monumentale significa progettare e ridare dignità ai luoghi». E sulla condizione della piazza, lelenco delle critiche si allarga. «Ci sono decreti di vincolo che impongono il rispetto del decoro dei monumenti, ma il Comune ha sempre disatteso le indicazioni della Soprintendenza commenta lex soprintendente Adriano La Regina, oggi consulente al decoro per il I Municipio Davanti al Colosseo ormai cè di tutto, tra ambulanti e bancarelle. Il degrado della piazza è un problema che non si vuole risolvere, anche perché quella degli ambulanti è una lobby potente, che vanta rappresentanze anche in Consiglio comunale». E Repubblica ha chiesto un parere a due esperti di valorizzazione. Piero Angela, giornalista scientifico, padre della storica trasmissione Quark, curatore degli allestimenti multimediali delle Domus Romanae sotto Palazzo Valentini, dice: «Il fenomeno del suk è tipico dei grandi monumenti di tutto il mondo. Oggi mi dà quasi fastidio attraversare la piazza del Colosseo . Mi sembra che abbia perso la sua dignità in questa profanazione continua di ambulanti e bancarelle. Soprattutto la zona verso lArco di Costantino è quella più affollata. Il Colosseo, di cui tanto si parla ora per via del grande restauro, ha bisogno di essere curato allinterno, ma anche allesterno. Credo che la bellezza del Colosseo non finisca con le sue mura esterne, ma sia legata profondamente allambiente circostante. E questa bellezza si è persa». Philippe Daverio, critico darte e conduttore televisivo, commenta: «A Roma ci sono due grandi piazze: quella di San Pietro e quella del Colosseo. La prima è gestita se così si può dire da un capo di Stato tedesco, la seconda da Alemanno. Da un punto di vista antropologico, la differenza è netta: la prima è ordinata, nella seconda domina il disordine. Viene da chiedersi perché? Penso che sia una questione di polso». «Purtroppo lerrore del Comune di Roma - aggiunge Daverio - è quello di non avere un progetto speciale per piazza del Colosseo, lasciandola al triste cannibalismo delleredità storica. Mi scusi la provocazione, ma è più triste vedere tre centurioni che aspettano i flash degli americani o lo spettacolo di unintera centuria che fa il cambio della guardia? Sono più tristi i baracchini di panini o le tabernae depoca che preparano cibo secondo ricette dellantica Roma? Oggi piazza del Colosseo è un luogo che non sa cosa vuole fare da grande».
ROMA - "Camion-bar e ambulanti attorno al Colosseo un degrado da Terzo mondo"
La direttrice del Colosseo, Rea Daverio, ha denunciato lo stato di degrado della piazza, che è diventata un luogo di mercato ambulante con bancarelle e camion-bar. La piazza, che è un monumento storico, è stata trasformata in un luogo di disordine e profanazione, con la presenza di ambulanti e bancarelle senza alcun canone estetico. La Daverio lamenta che il Comune di Roma non ha fatto nulla per valorizzare la piazza e che il degrado è stato aggravato dalla presenza di ambulanti e bancarelle. La Soprintendenza ha anche criticato il Comune per non aver seguito i decreti di vincolo che impongono il rispetto del decoro dei monumenti.
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