«Sulla Battaglia di Anghiari...» Stiamo aspettando di essere convocati a un tavolo ed essere messi al corrente dei risultati raggiunti finora. Solo così potremo capire cosa possiamo fare per renderli più chiari, dando il nostro contributo». Sono parole ferme, seppur non polemiche, quelle pronunciate ieri mattina in Palazzo Vecchio dalla Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico Cristina Acidini e dal Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure Marco Ciatti (...) (...) a proposito della ricerca de "La battaglia di Anghiari", la pittura murale che Leonardo da Vinci avrebbe realizzato sulla parete est del Salone de Cinquecento. Ricevuti in audizione dalla commissione Cultura del Comune, presieduta dal consigliere Pd Leonardo Bieber, i due hanno infatti ribadito di non essere ancora venuti a conoscenza degli esiti dell'analisi curata dal professor Maurizio Seracini, e di essere in attesa di ricevere notizie sull'indagine che, da mesi, tiene col fiato sospeso l'opinione pubblica, primo fra tutti il sindaco Matteo Renzi. «Da dicembre, che io sappia, non è accaduto molto - ha ripetuto Acidini -, salvo una riunione di qualche giorno fa in cui si è cercato di ottenere le risultanze di questa fase di ricerca, fase che deve permetterci di capire innanzitutto se la celebre "Battaglia" si cela davvero sotto l'opera del Vasari o meno». Nessuna novità, dunque, attorno al mistero di da Vinci, secretato da Seracini e da National Geographic, sponsor dell'operazione: per l'ufficialità dei risultati dell'esame endoscopico, si dovrà quindi attendere almeno l'inizio del prossimo mese, quando il primo cittadino illustrerà il verdetto della ricerca pubblicamente, rispondendo così a coloro che, da tempo, accusano la giunta e lo staff tecnico-scientifico di vandalizzare il Vasari. Al di là delle precisazioni mosse dalla Soprintendente per il Polo museale e dal Soprintendente dell'Opificio in relazione agli esiti dello studio, ieri è stata anche l'occasione per fare il punto della situazione: nei quasi quaranta minuti di intervento, Acidini ha infatti ricostruito le fasi principali della ricerca, compreso l'episodio, registrato durante gli anni Settanta del '900, che portò lo stacco di una porzione degli affreschi vasariani sulla parete ovest del Salone dei Cinquecento, opposta a quella su cui si sta svolgendo l'attuale indagine. Con precisi riferimenti storico-documentari, la Soprintendente ha dunque ripercorso i vari passaggi autorizzati da diversi ministri della Cultura, arrivando a parlare delle settimane a cavallo tra novembre e dicembre 2011, quando la ricerca - che dal 2000 prevedeva l'impiego di uno scanner ad attivazione neutroni-ca - si è trasformata invece in un'analisi di tipo endoscopico, quindi invasivo. «Il mio intervento - ha spiegato Acidini - si è sempre svolto all'insegna della tutela del bene culturale oggetto della ricerca, pertanto posso dire di non essermi mai sentita complice di alcuna "vandalizzazione ai danni del Vasari", come affermato più volte da alcuni soggetti». Convinta del proprio operato, la Soprintendente ha infine dichiarato di essersi mossa sempre a seguito delle indicazioni provenienti dai vertici del Ministero per i Beni e le Attività culturali e di aver esercitato un'azione di tutela perfino superiore a quella disciplinata dalla legge, coinvolgendo nel progetto le professionalità dell'Opificio delle Pietre Dure. «Solitamente queste intervengono quando sono parte attiva di un percorso specifico di ricerca o di restauro: io ho ritenuto opportuno inserirle in questa indagine in quanto organi di tutela ed elementi - ha terminato - di ulteriore garanzia».
La soprintendente alla Commissione Cultura Acidini: Sulla Battaglia di Anghiari stiamo aspettando ancora i risultati
Ieri, la Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico Cristina Acidini e il Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure Marco Ciatti, sono stati convocati a un tavolo per discutere della ricerca sulla "Battaglia di Anghiari", una pittura murale attribuita a Leonardo da Vinci. La ricerca, condotta dal professor Maurizio Seracini, è stata sospesa per mesi e i due funzionari hanno affermato di non essere ancora venuti a conoscenza degli esiti. Hanno ribadito di non essere complici di una "vandalizzazione" del Vasari e di aver esercitato un'azione di tutela superiore a quella disciplinata dalla legge.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo