"In passato si è rimediato con modalità oggi considerate dannose" Roma, 29 feb. (TMNews) - "I danni al patrimonio archeologico esposto alle intemperie - quindi, a tutto il patrimonio archeologico e non solo dell'area di Pompei - si sono sempre verificati". Lo ha ricordato il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, rispondendo oggi al question time alla Camera dei Deputati, per il quale "è fuorviante ritenere che sia esistita una mitica età felice e fortunata, in cui consistenti maestranze statali specializzate operavano giorno per giorno la manutenzione programmata del sito, così evitando o riducendo il pericolo di danni irreparabili. Non per caso l'area aperta al pubblico è sempre stata ridotta". "Nel passato lontano e più recente si è non infrequentemente posto rimedio ai danni" a Pompei, ha continuato il ministro, "con modalità che l'avanzamento delle tecnologie fa oggi considerare inadeguate e in qualche caso dannose. Anche Pompei, area scavata di oltre 66 ettari, con i resti degli edifici del I secolo privi di copertura ed esposti agli effetti climatici, da oltre 250 anni subisce danni alle strutture murarie e agli apparati decorativi. A tali danni si è posto rimedio con le azioni di restauro; e, per gli interventi di urgenza, con azioni immediate e localizzate di messa in sicurezza".
POMPEI - Ornaghi: Danni da sempre, mai esistita una 'età felice'
Il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi ha affermato che i danni al patrimonio archeologico, come quello di Pompei, si sono sempre verificati nel passato. Ha ricordato che le modalità di rimedio utilizzate all'epoca, come la manutenzione programmata del sito, sono oggi considerate inadeguate e dannose. Ornaghi ha anche sottolineato che l'area di Pompei, scavata di oltre 66 ettari, subisce danni alle strutture murarie e agli apparati decorativi a causa degli effetti climatici. I danni sono stati rimediati con azioni di restauro e interventi di urgenza.
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