Beni culturali Invito dei consiglieri provinciali di Sel a studiare azioni concrete Il sito La Pineta, ma anche il complesso di San Vincenzo al Volturno, il teatro di Pietrabbondante e il castello Pandone di Venafro. Un patrimonio di inestimabile valore quello su cui può contare la provincia di Isernia ma che deve essere salvato e potenziato. E per farlo bisogna passare ai fatti, stuadiando e attuando una volta per tutte le strategie necessarie. Ne sono convinti i consiglieri di Sel in consiglio provinciale Antonio Sorbo e Marcello Cuzzone che, ieri mattina, hanno incontrato la stampa insieme al segretario regionale della Uilbac Emilio Izzo per fare il punto della situazione e studiare il da farsi. «Serve un'inversione di rotta ha detto Sorbo se vogliamo davvero valorizzare le nostre risorse. Sono troppe le cose che con vanno. C'è bisogno di un piano concreto e noi siamo pronti al confronto e a dare il nostro contributo». Da qui l'appello al presidente Mazzuto a lavorare in maniera concreta. In conferenza stampa anche il segretario della Uilbec Izzo, che ha ringraziato il mondo politico molisano per la scesa in campo in difesa del paleolitico ma ha di nuovo puntato il dito sulla gestione tecnica da parte del direttore regionale per i beni culturali Famiglietti. «Spostare il personale dal museo di Santa Maria delle Monache a La Pineta ha detto vuol dire bloccare l'occupazione, soprattutto quella dei giovani». La questione paleolitico continua dunque a tenere banco. Il deputato dell'Idv Anita Di Giuseppe ha presentato al ministro dei Beni Culturali Ornaghi un'interrogazione urgente «affinchè ha detto promuova un'ispezione per accertare eventuali responsabilità sul caso del Museo archeologico di Isernia, che versa in una condizione tanto grave quanto incredibile. Tutto ciò è inaccettabile, soprattutto alla luce della pioggia di soldi, milioni di euro, stanziati per l'opera». «È lecito domandarsi il perchè di questa noncuranza - sottolinea - e di questo abbandono per un complesso tra i più importanti d'Europa, definito dalla comunità scientifica come un patrimonio preistorico eccezionale, non solo per il Molise, ma per l'intera umanità». Deb.Div.