Manca la Vas: lerrore di procedura stoppa il progetto di villette e albergo nella tenuta Per come si sono svolte le procedure e per come sono stati formalizzati gli atti, sulla Tenuta di Rimigliano «qualunque opera» andrebbe «considerata illegittima». Se si cominciasse a costruire, ogni villetta o piscina probabilmente sarebbe un abuso. La variante al regolamento urbanistico approvata a ottobre dal consiglio comunale di San Vincenzo per dare il via a una delle operazioni urbanistiche più ambiziose e più contestate della Toscana, quindi, è carta straccia. Tutto da rifare. È il senso della lettera inviata lunedì dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana al Comune guidato dal sindaco Michele Biagi (Pd). Gli uffici tecnici del paese in provincia di Livorno non hanno mai mandato allente i documenti necessari per avviare la valutazione ambientale strategica (Vas). In sostanza, sebbene la legge lo prevedesse, non hanno mai chiamato ad esprimersi sul piano di risanamento turistico della tenuta il ministero per i Beni culturali e artistici, di cui la direzione regionale è emanazione diretta, ma hanno coinvolto solo le soprintendenze regionali. «Questo ufficio - recita il documento - non ha agli atti alcuna comunicazione in merito» al procedimento di Vas e «in mancanza del corretto iter previsto dalla normativa vigente, qualunque opera va considerata illegittima». Soprattutto perché quella è unarea sottoposta a vincolo paesaggistico di Fascia costiera. Un brutto colpo per Maurizio Berrighi, il costruttore locale che insieme ai fiorentini Machi-Falk, gli Antinori e i Pecci di Prato ha acquistato la tenuta di Rimigliano otto anni fa ad unasta fallimentare versando a Calisto Tanzi 30 milioni di euro. Lidea era quella di risanare i 560 ettari di pini e campi a monte della Principessa - la strada costiera che da Piombino conduce a Livorno - recuperando i vecchi casolari e trasformandoli in 120 villette e un albergo. Una scommessa turistica da spalmare su 19mila metri quadrati (13mila per le residenze, 6000 per lhotel) con un impatto urbanistico su otto ettari. Su Rimigliano si attende ancora il parere della Regione alla variante approvata a ottobre. Ma adesso i progetti per la tenuta rischiano di franare sotto i colpi di un banale errore procedurale. La Vas, infatti, «costituisce per i piani e i programmi» urbanistici «parte integrante del procedimento di adozione ed approvazione» e «i provvedimenti amministrativi adottati senza di essa sono annullabili per legge», recita il decreto legislativo 1522006. A evidenziare la beffa delle normative ambientali è il Grig (Gruppo di intervento giuridico), una onlus che da tempo segue il caso e che aveva chiesto chiarimenti proprio alla direzione regionale del ministero. In pratica, la giunta di Biagi dovrà rifare tutto da capo. «Noi chiediamo al Comune di revocare la variante - dice Nicola Bertini, capogruppo della lista allopposizione a San Vincenzo - e comunque stiamo valutando il ricorso al Tar».
TOSCANA - Rimigliano, il piano delle polemiche è da rifare
La variante al regolamento urbanistico approvata a ottobre dal consiglio comunale di San Vincenzo per dare il via a una delle operazioni urbanistiche più ambiziose e più contestate della Toscana è stata annullata per errore procedurale. La direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana ha inviato una lettera al Comune guidato dal sindaco Michele Biagi, informandolo che gli uffici tecnici non hanno mai mandato i documenti necessari per avviare la valutazione ambientale strategica (Vas). La tenuta di Rimigliano, acquistata da un gruppo di investitori, era destinata a risanare i 560 ettari di pini e campi e trasformarli in 120 villette e un albergo.
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