Quattro consiglieri non si presentano. Il sindaco: "Irresponsabili" Filipponio, Laterza Persichella e Altieri disertano il cda "Non ci sono più le condizioni" Scontro totale. Il consiglio di amministrazione della fondazione Petruzzelli va deserto. Lente precipita nel caos. Il primo effetto, che di fatto rende più vicino il commissario, è il congelamento degli stipendi. Quattro consiglieri di amministrazione - i due rappresentanti del ministero, Angiola Filipponio Tatarella e Alessandro Laterza, quello della Regione, Sabino Persichella, e il vicepresidente Nuccio Altieri - preferiscono non partecipare alla riunione convocata da Michele Emiliano. Il sindaco, cui non bastano le presenze degli altri due consiglieri, Michele Bollettieri e Erasmo Antro, ne prende atto con rabbia, mentre a pochi metri di distanza, davanti al teatro, i lavoratori gridano la loro rabbia in unaltra manifestazione organizzata dalla Cgil. «Non ci sono più le condizioni per una gestione ordinaria ed efficiente dellente», fanno sapere in una nota Angiola Filipponio Tatarella e Alessandro Laterza. Secondo Sabino Persichella, invece, le dichiarazioni di Michele Emiliano «hanno reso evidente la sua intenzione di condurre la fondazione al commissariamento». Nuccio Altieri giustifica la propria assenza «non ravvisando le condizioni minime per il sereno, corretto e fattivo svolgimento dei lavori del cda». Michele Emiliano non ci sta. E riconvoca il consiglio di amministrazione, con lo stesso ordine del giorno, per domani. «Quello dei consiglieri assenti - accusa - è un atto di gravissima irresponsabilità perché impedisce alla fondazione di continuare nella propria attività già programmata». Il rischio che possano saltare appuntamenti già annunciati, non soltanto quelli organizzati dalla fondazione (a fine marzo cè il Bifst), è reale. «Cè bisogno che qualcuno assuma i dipendenti necessari per consentire lo svolgimento di questi eventi - dice Emiliano -. Non essendoci il sovrintendente, tocca al consiglio di amministrazione. La mancata adozione di questi provvedimenti provocherà danni gravi alla fondazione Petruzzelli, le cui responsabilità dovranno essere imputate ai soli consiglieri assenti». Lo scontro finisce al ministero. In una nota inviata ai soci fondatori, al cda e al collegio dei revisori, il dirigente del settore Attività liriche e musicali, Enrico Graziano, sottolinea come «la situazione di grave crisi emergente già con lavvio del procedimento di commissariamento sia ulteriormente aggravata, apparendo oggi un quadro allarmante nel quale nessun atto risulta essere stato positivamente posto in essere al fine di ricondurre la situazione alla dovuta normalità». È il preludio dellarrivo del commissario. Il favorito, a questo punto, sembra proprio Salvo Nastasi, direttore generale del ministero per i beni culturali, che ha già ricoperto con successo lincarico a Firenze e Napoli. Ai lavoratori che manifestano davanti al teatro Emiliano ripete di non aver paura del commissario. Sfida chiunque a dimostrare di aver fatto selezioni politiche del personale («se qualcuno ci riuscisse, mi dimetterei da sindaco») e chiede certezze sul futuro delle maestranze. Inveisce contro i consiglieri di amministrazione. Nel mirino ci sono Angiola Filipponio Tatarella e Alessandro Laterza (a questultimo, in precedenza, aveva attribuito velleità di fare il sindaco), ma anche il ministro Lorenzo Ornaghi. A questultimo va però il ringraziamento del Pdl, che con il segretario cittadino, Luigi DAmbrosio Lettieri, apprezza «lequilibrio mostrato in tutta la vicenda: siamo certi che il commissario riuscirà a raddrizzare la situazione».