Cara Europa, ho letto con molto interesse l'articolo di Ferrante e Della Seta che avete pubblicato martedì, relativo al libro dell'onorevole Realacci sulle eccellenze della green economy, che tanto giova e potrebbe ancor più giovare all'Italia. Forse occorrerebbe allargare il tradizionale concetto di made in Italy in una politica di green Italy, coinvolgendovi agricoltura, energia, trasporti, edilizia, turismo. Una missione per il governo Monti, se vorrà spingersi oltre il recupero e il mantenimento dell'esistente, messi in forse dalla crisi, e prefigurare una nuova alleanza sociale tra il popolo che vive sui luoghi, spesso con fatica, e le élites che saprebbero fare il loro mestiere ma spesso restano nelle alte sfere della metapolitica. Coi risulati che vediamo, da Pompei a Cerveteri, tanto per citare i soli casi descritti ieri da Repubblica e Corriere della Sera. ALFREDO SENNA, LADISPOLI (ALIAS ETRURIA MERIDIONALE) Caro Senna, anch'io abito nell'Etruria meridionale, poco più a nord di lei, e ho letto i devastanti articoli di Repubblica su Pompei, che continua a cadere in pezzi (il terremoto una volta, un'altra i ladri, un'altra le piogge, stavolta il forte vento di tramontana); e del Corriere della Sera, sulla santa alleanza fra intraprendenza dei ladri, ignavia o complicità delle amministrazioni locali e impotenza della sovrintendenza dell'Etruria meridionale, priva di mezzi e di personale. Il secolare, metodico saccheggio di Cerveteri mi è noto fin dalla prima gioventù. Infatti, Cerveteri l'ho vista prima a Londra, nella galleria del British che raccoglie le opere etrusche, provenienti per la metà dalla sola necropoli di Cerveteri; e poi l'ho conosciuta girando per la Banditaccia, la grande macchia di cui solo un quinto è recintato alla buona come area "protetta", non gli altri quattro quinti, tutti teorico patrimonio dell'umanità col bollino blu dell'Unesco. Ai ladri d'opere d'arte (famosissima nel mondo la rapina e la trentennale vicenda giudiziaria del Vaso di Eufronio), ora si aggiungono i ladri di territorio, cioè i palazzinari e i padroni del cemento: costoro, dopo aver distrutto il litorale di Cerveteri, costruendovi la tentacolare Ladispoli, (dove mi pare sia stato sciolto il comune), adesso rivolgono la loro avidità alle aree interne di Cerveteri. Si sta facendo di tutto per spingere l'Unesco a ritirare la sua protezione su quelle aree. Cosa ci sarà di più bello (e redditizio) che costruire condomini sulle tombe di Cerveteri? L' hanno fatto già sul paesaggio e l'ambiente di Tarquinia, coperta di case presuntuose dai piedi della collina fino al mare, e da "villette" che vanno sott'acqua ogni volta che la pioggia non sa dove sfociare. Quanti sindaci, assessori, palazzinari, proprietari di suoli, acquirenti di case fuori legge sono stati puniti per questo? Ho riletto il decreto legislativo 42 del 2004, il cosiddetto "Codice dei beni culturali e del paesaggio", voluto dal ministro Urbani. Ci sono ben 184 articoli, decine dei quali dedicati alle sanzioni amministrative e alle pene riservate ai galantuomini che dalle Alpi ad Agrigento hanno depauperato il territorio e imbozzolata l'Italia in una bara di cemento. Poiché non credevo ai miei occhi di fronte a tante grida, ho telefonato alla sovrintendenza a Valle Giulia, per sapere se fossero ancora in vigore; e una gentile archeologa mi ha risposto «certamente sì». Ho anche chiesto se sarebbe possibile incoraggiare gli studenti a compiti di vigilanza volontaria, e mi ha risposto di no, ma ci sono associazioni di volontari che, «affidate a un nostro archeologo o a persona esterna di nostra fiducia, svolgono attività di verifica e segnalazione». Quante ne esistono? «Quattro o cinque in tutta l'Etruria meridionale». Pochine, direi. «Sì, ma i difensori del patrimonio non li si può improvvisare». Giusto. Invece la scuola dei ladri è aperta da mattina a sera e si tiene sulla pubblica piazza, magari al bar di fronte alla stazione dei carabinieri o sotto casa del sindaco. Per questo ho trovato interessante il segnale mandato da Della Seta e Ferrante al governo: operare, partendo anche dal concetto di green Italy, una nuova «alleanza sociale» che aiuti l'Italia a far meglio le cose che saprebbe fare. Non aveva detto lo stesso Monti di voler «cambiare le abitudini» di troppi compatrioti? Federico Orlando
Pompei, Cerveteri. Ma il codice Urbani è sempre in vigore?
Un cittadino di Ladispoli (ALIAS ETRURIA MERIDIONALE) scrive una lettera al giornale, lamentando lo stato di degrado del patrimonio culturale e ambientale della sua regione, in particolare a Cerveteri e Pompei. Il cittadino accusa i ladri di opere d'arte, i palazzinari e i padroni del cemento di aver distrutto il litorale di Cerveteri e di costruire condomini sulle tombe di Cerveteri. Il cittadino richiama l'attenzione sull'importanza di proteggere il patrimonio culturale e ambientale e chiede al governo di operare per prevenire ulteriori danni.
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