La protesta: «L'Ales tagli gli sprechi e stabilizzi chi lavora». Uiltucs: «Per le sedi napoletane l'azienda paga fitti onerosi e a Palazzo Reale ci sono uffici inutilizzati» Sono poco più di duecento tra custodi, operai, responsabili della sicurezza e amministrativi. Lavorano nei più importanti siti d'interesse culturale della Regione Campania, dal palazzo Reale alla Reggia di Caserta. Garantiscono, ogni giorno, l'apertura dei musei e le visite di centinaia di migliaia di turisti da tutto il mondo. «tra settembre e dicembre di quest'anno raccontano il contratto di oltre duecento operatori culturali scadrà, e con esso le possibilità di rilanciare l'economia della regione attraverso il turismo. Senza di noi come farà il Museo Nazionale a restare aperto? Sarà costretto a chiudere». UILTUCS: OTTIMIZZARE I COSTI - A parlare, a nome degli oltre 200 lavoratori di Ales, Arte, Lavoro e Servizi, l'azienda partecipata del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è Peppe Pinto, sindacalista dello Uiltucs. «Ci sembra assurdo afferma Pinto - che non ci sia futuro certo per gli operai mentre l'Ales continua a buttare il denaro pubblico invece di ottimizzare i costi e dare un nuovo importante impulso al settore turismo in Campania». IPOTESI DI SPRECHI Il sindacato punta il dito contro alcune politiche di gestione aziendale. «In questo periodo dove ci sono tagli ovunque prosegue Pinto - e si lavora per evitare gli sprechi ci sembra assurdo che l'Ales abbia sedi esterne tra Napoli e Roma che costano oltre 100mila euro all'anno, quando poi ci sono strutture completamenti inutilizzate nei siti dove operano i lavoratori della società del ministero». «SEDI INUTILIZZATE A PALAZZO REALE» «A Napoli - conclude Pinto - si pagano due sedi (via Santa Brigida dove il fitto si aggira sui 5000 euro al mese e in via Cristoforo Colombo) quando a Palazzo Reale ci sono uffici completamente deserti che potrebbero essere utilizzati visto che l'immobile rientra nel patrimonio del Ministero». I lavoratori hanno chiesto all'azienda un incontro per concertare un nuovo piano industriale. Redazione online http:corrieredelmezzogiorno.corriere.itnapolinotiziearteecultura201228-febbraio-2012denuncia-200-precari-culturasenza-noi-museo-nazionale-chiudera-1903480289132.shtml
NAPOLI - La denuncia di 200 precari della cultura Senza noi il museo nazionale chiuderà
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha deciso di tagliare il 30% dei posti di lavoro di Ales, Arte, Lavoro e Servizi, azienda partecipata del Ministero, a causa di una grave crisi finanziaria. Il taglio dei posti di lavoro è stato deciso per ridurre i costi e garantire la sostenibilità dell'azienda. Il taglio dei posti di lavoro si applica a circa 200 operai e operatrici che lavorano nei siti culturali della Regione Campania, tra cui il Museo Nazionale e la Reggia di Caserta. Il sindacato UILTUCS ha denunciato che il taglio dei posti di lavoro è un errore e che l'azienda dovrebbe cercare di ottimizzare i costi e non buttare il denaro pubblico.
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