In Italia II manifesto del «Sole 24 Ore le richieste al nuovo governo. A Firenze Innovazione, ricerca e umanesimo: qui serve un laboratorio, come nel dopoguerra» È giunto il tempo di passare dalle emergenze alle urgenze. Il Corriere Fiorentino in questi giorni ha rilanciato la questione del futuro di questa nostra città-mondo, così attraente per la sua bellezza, ma così lenta nell'innescare il circolo virtuoso dell'innovazione. Forse abbiamo troppo a lungo dimenticato che per Firenze la cultura, intesa nel suo senso più ampio come educazione, istruzione, ricerca scientifica, conoscenza non è soltanto un aspetto della crescita produttiva, ma un motore dello sviluppo, di uno sviluppo che consenta di consolidare e rifondare l'orizzonte dei diritti e la democrazia. L'urgenza dell'impegno nazionale per la cultura è stata ben descritta dal manifesto «Per una costituente della cultura» pubblicato nella prima pagina dell'inserto domenicale del Sole 24 Ore del 19 febbraio 2012 e fatto proprio dai ministri Ornaghi, Profumo e Passera. In esso si richiede che gli organi di governo recepiscano il senso di una rivoluzione copernicana nel rapporto tra sviluppo e cultura, richiamata nell'articolo 9 della Costituzione e valorizzata dalla recente definizione, a cura della commissione mista Cnel-Istat, dei nuovi parametri del Pil, che registrano l'inserimento della cultura e della tutela del paesaggio e dell'ambiente. In una strategia di lungo periodo la cultura e la ricerca innescano l'innovazione, creano occupazione, producono progresso e sviluppo. Il manifesto richiama la crisi del dopoguerra e la ricostruzione che ha trovato il suo punto focale nella nascita di una cittadinanza democratica coinvolta nella rinascita delle città: dovremmo ricordarci con quale slancio Firenze divenne laboratorio culturale e politico con i sindaci Gaetano Pieraccini, Mario Fabiani e Giorgio La Pira. L'arte e la cultura scientifica sono due cardini nazionali di diffusione culturale, costituiscono un patrimonio che non si dovrebbe aver timore di chiamare «umanistico», in quel senso ampio di umanesimo insieme artistico, letterario, scientifico e tecnico che proprio a Firenze ha avuto la sua radice, come è emerso dagli studi di due maestri indiscussi della cultura fiorentina come Eugenio Garin e Paolo Rossi. L'azione pubblica e politica dovrebbe radicare a tutti i livelli educativi, dalle scuole elementari all'università, lo studio dell'arte, della storia e della cultura tecnica e scientifica, il contatto mediato e articolato con l'intera cultura dell'umanesimo, per favorire nei giovani la percezione del valore del nostro patrimonio e insieme per dare alimento alla loro creatività progettuale. Una formazione umanistica integrata dovrebbe superare la divaricazione tra studi umanistici e scientifici, riconosciuta ormai come infondata sul piano cognitivo e inefficace per una formazione culturale creativa e critica. Il manifesto «Per una costituente della cultura» può costituire una buona base di discussione anche per avviare un confronto sulla centralità dell'impegno per la cultura da parte delle istituzioni locali fiorentine.
UNA RIVOLUZIONE (CULTURALE).
Il manifesto del Sole 24 Ore richiama l'importanza della cultura e della ricerca per il futuro del paese. La cultura è vista come un motore dello sviluppo e di uno sviluppo che consenta di consolidare e rifondare l'orizzonte dei diritti e della democrazia. Il manifesto richiama la crisi del dopoguerra e la ricostruzione che ha trovato il suo punto focale nella nascita di una cittadinanza democratica coinvolta nella rinascita delle città. La cultura scientifica e artistica sono considerate due cardini nazionali di diffusione culturale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo