Ha imballato e ricoperto con fotocopie tutte le opere in mostra e poi ne ha bruciata una, la sua, quella presentata alla 54 Biennale di Venezia. Stanco dell'immobilismo istituzionale e angustiato per una recessione che fa a pezzi la cultura, Antonio Manfredi, direttore del Cam, il museo di Casoria, fedele allo stile di chi non le manda a dire, lancia la sua battaglia culturale. «CaMouflage-fotocopie per una rivoluzione culturale» è la protesta che oscurerà, a partire dal 2 marzo, tutte le opere esposte per mostrarne solo le riproduzioni in fotocopia. «In una società dove tutto è merchandising, benefit, marketing, dove banche, lobby economiche e finanziarie governano e monopolizzano i mercati, dove la cultura e la ricerca scientifica sembrano essere divenuti pesi insostenibili per le economie in tempo di recessione», spiega Manfredi, «CaMouflage è la protesta dell'arte per una battaglia di civiltà ed il Cam, presidio territoriale in terra di camorra lancia la sua sfida, diventando il luogo della provocazione». Non solo. «Per l'occasione sono state inviate al presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, Doris Pack, al ministro italiano per i beni e le attività culturali, Lorenzo Ornaghi, al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e al sindaco della città di Casoria, Vincenzo Canfora, le fotocopie delle mille opere in collezione permanente del museo Cam che sostituiranno le opere originali». Obiettivo? «Attenzione da parte della Regione che dovrebbe trovare il modo, magari anche attraverso l'amministrazione comunale, di prendersi cura di noi». Una battaglia cominciata sette anni fa e culminata l'anno scorso con la provocatoria richiesta di asilo politico-culturale alla Germania. «Dopo esattamente un anno le condizioni della cultura sembrano peggiorate. Parlo della chiusura di spazi italiani e internazionali per l'arte, per il cinema e per il teatro. Perché proprio la cultura deve subire le prime falciate economiche? CaMouflage mostra che esiste una collezione d'arte, quella del Cam, frutto di anni di lavoro e di ricerca, che viene occultata, nascosta e sostituita da fotocopie. È sconcertante lo spettacolo del museo di Casoria totalmente privo di colore, senza la visione delle opere che sono la vita di uno spazio espositivo. Abbiamo coperto tutto, la collezione c'è ma non si vede. Per sottolineare che abbandonare delle opere d'arte equivale a distruggerle». E i falò? «Ho bruciato il mio lavoro. E con il consenso degli artisti darò fuoco alle altre opere. Una alla volta. Ce ne sono mille... qualcosa di buono, mi auguro, accadrà».
CAMPANIA - Opere nascoste e bruciate, sos per il Cam
Antonio Manfredi, direttore del Cam, un museo di Casoria, ha deciso di coprire tutte le opere in mostra con fotocopie e di bruciare una delle opere presentate alla 54 Biennale di Venezia. Questa è la sua protesta contro l'immobilismo istituzionale e la recessione che sta facendo a pezzi la cultura. Manfredi sostiene che la cultura e la ricerca scientifica sono pesi insostenibili per le economie in tempo di recessione. Per l'occasione, le fotocopie delle opere in collezione permanente del museo Cam sono state inviate al presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, al ministro italiano per i beni e le attività culturali, al presidente della Regione Campania e al sindaco della città di Casoria.
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