La polemica Tredici archeologi, nove architetti da gennaio in Soprintendenza. La Cisl: manutenzione in ritardo L'impegno Il direttore generale Recchia: basta accuse si lavora in modo integrato tutto sarà messo in sicurezza Un sorriso. Anche un poco sarcastico. È la sola risposta che ricevi quando chiedi a qualcuno di quelli che lavorano negli uffici della Soprintendenza archeologica di Porta Marina inferiore come sono stati impegnati i tredici archeologi e i nove architetti della task-force che da due mesi sta lavorando negli scavi per i progetti finalizzati a individuare i mali della città antica. E sì che loro, gli anziani della Soprintendenza, ce l'hanno il polso della situazione. Della città e dei suoi guai sanno vita morte e miracoli. Figurarsi poi se si riesce a intercettare uno dei neo assunti: bocche cucite. «Spiacente» è la risposta - anche alla più banale delle domande: lei è uno dei nuovi archeologi? - «Per contratto non possiamo parlare con i giornalisti. Si rivolga all'ufficio stampa». E invece qualcosa filtra: sono stati organizzati in gruppi interdisciplinari fatti da un archeologo e da un architetto che rilevano danni, situazioni a rischio e completano le schede della Soprintendenza in modo da riversare in sistema le informazioni e definire la mappa delle situazioni più a rischio. Dovrebbero essere cinque, gli edifici per i quali occorrono urgenti misure di recupero. Intanto, i bandi di gara vanno avanti e i primi, con procedura accelerata saranno proprio quelli per le cinque domus. Prima dell'estate è previsto l'inizio dei lavori. Altro bando partirà entro il 15 aprile. C'è da fare il consolidamento idrogeologico e la messa in sicurezza del terrapieno di via dell'Abbondanza. «Sono solo tecnici» attacca Antonio Pepe, segretario di Cisl Fp di Pompei «Credo che siano stati impegnati, tutti quanti che stiano lavorando bene, ma sostanzialmente non risolvono il problema. Il problema lo risolve l'operaio specializzato su loro indicazione». Già. Le squadre per la piccola manutenzione. Quelle che con cazzuole e calcina, sino a venti anni fa, giravano tra le case e laddove vedevano l'inizio di un distacco d'intonaco, una crepa che poteva diventare una cosa grave, le tessere di un mosaico divelte, mettevano un lacerto, chiudevano un foro, rincollavano i pezzetti di marmo. «Ormai il bollettino dei crolli sembra continuare senza che nessuno intervenga - riprende il sindacalista - episodi allarmanti. Dal crollo della scuola d'armi del novembre 2010, abbiamo registrato solo chiacchiere e pochi fatti. Appare sempre più dubbia l'efficacia del monitoraggio effettuato e la mappa degli interventi programmati. Perché non si è posto immediatamente mano agli interventi richiesti?». «Per quello che ci riguarda - osserva Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del Mibac - stiamo facendo tutto il nostro dovere. I distacchi d'intonaco si sono avuti anche negli anni passati. Non è che quello che sta succedendo ora non è mai successo. Non si avranno più nel momento in cui saranno realizzate tutte le opere di messa in sicurezza. Stiamo affrontando il problema Pompei, che però è anche la risorsa Pompei, in modo integrato. Ci sono due ministeri che ci stanno lavorando e mano a mano che andiamo avanti, pezzi della città vanno in sicurezza. Il nostro obiettivo e evitare che tra dieci o cinquant'anni non ci sia più Pompei».
POMPEI - Nuovi assunti spiazzati dall'emergenza. I sindacati: non bastano, servono operai
La Soprintendenza archeologica di Porta Marina inferiore sta lavorando per individuare i mali della città antica. Trentatré archeologi e nove architetti sono stati impegnati nella task-force. Tuttavia, la manutenzione è in ritardo e i bandi di gara sono stati posti in modo accelerato. I tecnici specializzati in piccola manutenzione non sembrano risolvere il problema. Il sindacalista Antonio Pepe sostiene che l'operaio specializzato su indicazione dei tecnici risolve il problema. La segretaria generale del Mibac, Antonia Pasqua Recchia, sostiene che il suo ministero sta facendo tutto il suo dovere e che il problema è stato affrontato in modo integrato con due ministeri.
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