Non si placa il dibattito sul futuro della città disegnato dal nuovo Piano paesaggistico firmato dalla Regione. Dopo le dichiarazioni di Titti Bufardeci e Roberto Centaro sullo stop allo sviluppo che questo Pp provocherebbe e, di contro, la posizione del Pd illustrata dal vicepresidente del Consiglio comunale, Franco Formica; si susseguono nuovi interventi. «Sarà l'Osservatorio regionale per il Paesaggio il soggetto deputato a valutare il Piano prima della sua adozione - dice il deputato regionale del Pd, Roberto De Benedictis - da parte dell'Assessore ai beni culturali (l'equivalente del Cru per i Prg) ha esitato il piano sostanzialmente com'era, curando solo alcune questioni di metodo, senza respingere alcuna osservazione di merito ma semplicemente rimandandole tutte alla fase che si è appena aperta, comprese quelle che la stessa Sovrintendenza aveva discusso con le amministrazioni». De Benedictis giudica dunque «fuori luogo» le reazioni di chi «grida al disastro» (leggasi Bufardeci e Centaro). «Evidentemente nascondono altro - dice - perché la fase di discussione delle osservazioni deve ancora cominciare e il disastro vero si avrebbe se, mal consigliato, il sindaco Visentin rinunciasse a produrre le sue osservazioni e si limitasse al ricorso al Tar, che sarebbe un bel gesto di demagogia politica ma sterile, perché incapace di produrre alcun risultato se non quello di danneggiare il suo comune». De Benedictis sottolinea come il Piano debba essere migliorato e adottato come prevede la legge. «Metterlo solo in discussione è semplicemente ridicolo - aggiunge -, come fa qualcuno che ancora rimpiange le colate di cemento che con il Prg ha regalato a questa città. Proprio questo giornale, La Sicilia, da tempi non sospetti denuncia lo scempio del nostro territorio, a dimostrazione del fatto che è cambiato il sentire comune della gente verso la sua tutela. Ostinarsi a voler costruire dappertutto è ormai anacronistico e il piano paesaggistico ci aiuterà a realizzare questo nuovo corso, anche modificando il PRG. Con buona pace del suo padrino». Violento anche l'intervento di Giuseppe Patti, responsabile dell Wwf aretuseo. «Reputare il Piano paesistico un assassino del nostro territorio o un blocco per lo sviluppo - dice l'architetto Patti -, tale da invocare l'aiuto dei sindacati per limitarne gli effetti, vuol dire non aver compreso le linee di intervento di uno strumento che limita gli effetti disastrosi del Prg della Giunta Bufardeci. E che invece ha scopi ben precisi di salvaguardia e di rilancio di un territorio che ha avuto ben altri assissini e ben altri sviluppi in antitesi con il concetto di sostenibilità».. Ritenere che lo sviluppo economico sia legato alla realizzazione di nuove strutture ricettive o di porti turistici, secondo Patti non è positivo. «Peggio ancora -dice - legato ad un incremento della edificazione a scopo residenziale, vuol dire sviare il problema "turismo": basta ricordare la capacita' di ospitalità del territorio riempita solo al 30, non comprendere che i porti proposti contengono delle digressioni che sono al limite della decenza legislativa, vuol dire non aver compreso che non si possono ripianare i debiti di un Comune, al limite del dissesto finanziario, con gli oneri di urbanizzazione. La mancanza di una progettualità nell'edilizia pubblica negl'ultimi 15 anni ha contribuito enormemente al blocco del comparto edilizio». Il Piano paesistico secondo il Wwf sarà lo strumento per porre fine a «un abusivismo esasperato». Secco «no» al ricorso annunciato dall'assessore all'urbanistica, Luigi Crispino, dal gruppo consiliare del Pd come evidenzia il presidente della commissione Urbanistica, Roberto Messina. E la stessa posizione è condivisa da Salvo Salerno, del Comitato «Quartieri fuori dal Comune» il quale aveva invocato l'intervento del Consiglio comunale. «La Giunta non è il titolare del patrimonio paesaggistico - ribadisce l'avvocato Salerno -. Non si tratta di impugnare un qualunque atto amministrativo, ma l'intero progetto sul futuro della città. Spetta al Consiglio comunale la decisione sull'impugnativa». Di Piano paesaggistico si parlerà stasera nella sede di Confindustria. 28022012