A Bologna potrebbe chiudere "Zanichelli" dove andava anche il poeta BOLOGNA - Per Carducci era più che una casa: ci passava intere giornate, in una sorta di studiolo che è stato recentemente ricostruito, dove nel 1901 avvenne il suo celebre incontro con Gabriele DAnnunzio. Memorie a rischio sfratto: la storica libreria Zanichelli di piazza Galvani tra quattro mesi potrebbe non esistere più. Le librerie Feltrinelli, che la gestiscono in affitto dal 1989, quando la casa editrice decise che «fare anche i librai non è il nostro mestiere», hanno deciso per ragioni di mercato di disdire il contratto dal 30 giugno prossimo. La notizia risale a settembre, ma è solo dopo che per 5 mesi la Zanichelli, ancora proprietaria della libreria, ha cercato inutilmente un libraio disposto a subentrare, che lallarme si è fatto più incalzante. Dal Comune, che è invece proprietario dei locali (affacciano sotto il portico del Pavaglione, cuore della bolognesità, nello stesso edificio dellArchiginnasio, prima sede delluniversità più antica dOccidente), arriva in questi giorni limpegno, nel caso di debba trovare un altro affittuario, a favorire linsediamento di una libreria o «di una attività analoga». Un vincolo della soprintendenza protegge il marchio storico della libreria Zanichelli, le vetrine e linsegna, ma non è chiaro se imponga anche la conservazione della destinazione duso dei locali. I precedenti non sono incoraggianti: dallaltro lato di piazza Galvani, angolo centralissimo nella mappa e negli affetti bolognesi, unaltra storica libreria chiuse i battenti diversi anni fa, a dispetto degli appelli di intellettuali e artisti: la libreria Cappelli, anchessa legata allomonima casa editrice. Nicola Zanichelli, tipografo e fondatore della casa editore aveva lui stesso rilevato, nel 1866, una libreria più antica, facendone anche la prima sede della sua avventura editoriale e perfino la sua abitazione: emigrato da Modena a Bologna, aveva preferito trovare casa prima ai libri che a se stesso.