Atteso per l'inizio della prossima settimana il parere della Soprintendenza Il progetto del Fontego potrebbe essere nuovamente modificato. Troppe le problematicità emerse anche in sede di istruttoria alla Soprintendenza, che si appresta a dare il suo parere tra domani o dopodomani. Un atto necessario perché il Comune esprima il suo parere e possa avviare la pratica all'esame del Consiglio comunale per l'approvazione della Variante urbanistica. Se il cambio d'uso - da uffici a commerciale - sembra cosa fatta, anche a fronte del pagamento di 6 milioni di euro da parte degli acquirenti Benetton, tutta in salita è invece la strada delle autorizzazioni per gli interventi richiesti nel progetto firmato dall'archistar olandese Rem Koolhaas. Disegni e rendering depositati in Comune e alla Soprintendenza, che già hanno modificato in parte l'ipotesi originaria, illustrata dallo stesso Koolhaas e da Gilberto Benetton alla Biennale di due anni fa. Terrazza sul tetto «semovente», cioè coperta in caso di pioggia o durante la notte con un meccanismo «a scomparsa». Scala mobile retrattile al primo piano, scale mobili e ascensori ei piani alti con la demolizione di parti consistenti di murature e di muri interni (il 50 per cento al terzo piano). E infine il rialzo del tetto di un metro e mezzo, per ricavare dall'attuale lucernario - restaurato negli anni Trenta - un nuovo piano con pavimento in vetro e vista panoramica, da adibire a sala incontri e ristorante. I disegni sono stati pubblicati in anteprima dalla Nuova. «Non sono quelli definitivi», ha precisato ieri l'architetto Ippolito Pistellini Laparelli, collaboratore veneziano di Koolhaas. In realtà i disegni sono esattamente quelli depositati in Comune e Soprintendenza nella loro ultima versione, datata 15 febbraio 2012, in attesa dell'istruttoria. Adesso si attende l'esito dell'esame da parte dei tecnici di palazzo Ducale. «Sono sicuro che la Soprintendenza insieme alla Direzione regionale», dice il sindaco Giorgio Orsoni, «saprà trovare la soluzione migliore per contemperare le esigenze di restauro e di tutela dell'importante edificio». Le perplessità aumentano, e il voto finale sul progetto spetta al Consiglio comunale.