Nel giorno del compleanno del «tenorissimo» inaugurata Villa Bellosguardo Un regalo di compleanno per una leggenda, il tenore dei tenori, nato il 25 febbraio 1873: lui l'aveva scelta per viverci la storia d'amore con Ada Giachetti, che lo lasciò fuggendo con l'autista, ma ci resta a vivere fino alla fine: Villa Bellosguardo, a Lastra a Signa, sulle colline alle porte di Firenze, è diventata il Museo Enrico Caruso: il primo e l'unico interamente dedicato alla grande voce a cavallo di due secoli e due mondi, inaugurato ieri. Acquistata dal tenore nel 1906, Villa Bellosguardio ospita migliaia di cimeli: antichi 78 giri, autografi, fotografie, documenti, oggetti personali, costumi di scena donati dal Centro studi carusiani. Accanto alle memorabilia, c'è un percorso interattivo con la possibilità di ascoltare la voce di Caruso visualizzando con un sistema touch-screen i luoghi toccati dai suoi tour nel mondo. "Tra i regali di compleanno anche la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l'arrivo, nel bel mezzo dell'inaugurazione, di un pacco con dischi rari del cantante donati da un collezionista newyorkese. Il museo è costato a Comune e Regione Toscana 4 miliardi di lire per comprare la villa nel 1995 e 2 milioni di euro per il restauro del complesso: due edifici principali collegati fra loro da un giardino all'italiana, più un parco monumentale. Al piano nobile, che ospita anche la camera da letto originale, sono esposte le migliaia di cimeli donati dal Centro studi carusiani di Milano fondato da Luciano Pituello. Spiccano i disegni del cantante, ottimo e pungente caricaturista, il celebre costume di scena di Canio in «Pagliacci con il quale Caruso fu tante volte immortalato, spartiti e dischi: Caruso fu il primo a credere nell'importanza dell'allora nuovo mezzo e ad incidere interpretazioni liriche e canzoni appositamente scritte per lui, che lo consacrarono primo autentico divo dei Due Mondi. Bella la sala con decine di grammofoni simili a quelli con cui Fitzcarraldo nel film di Herzog diffonde nella foresta amazzonica il canto di Caruso. Testimonial dell'inaugurazione, con i discendenti di Caruso e a musicisti e cantanti come Rolando Panerai, Carla Fracci, assessore alla Cultura della Provincia di Firenze. E se il sindaco di Lastra a Signa Carlo Nannetti vuole fare del museo il punto di forza di una strategia di «marketing territoriale», l'assessore alla cultura Marco Capaccioli ha fatto in modo che la «vocazione» della cittadina sia evidente anche sui cartelli stradali nei quali ora la località è indicata come «Città sonora - Città di Enrico Caruso». Che poi è lo slogan che Napoli, città natale del tenorissimo, ha rinunciato ad utilizzare. Chissà che il sindaco de Magistris, che ieri pure ha mandato un messaggio augurale a Nannetti, non si accorga di quale occasione perduta - di turismo e di economia, prima ancora che di arte e cultura - siano per Napoli, Caruso, il belcanto e la canzone napoletana.