«Sono un patrimonio» II progetto della Provincia. Beni da tutelare come le Dolomiti. La proposta deve essere vagliata dal Ministero. Le fortificazioni della Grande Guerra possono diventare patrimonio dell'Unesco. L'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza, su mandato della giunta, chiederà il riconoscimento. I forti possono essere come le Dolomiti: patrimonio mondiale. Parte da questo assunto la candidatura promossa da Trento. «Ma non vogliamo la tutela Unesco - spiega Sandro Flaim, dirigente della Soprintendenza dei beni architettonici della Provincia - solo per i forti asburgici presenti in provincia di Trento. Il progetto è europeo e noi siamo capofila nella candidatura. L'iniziativa riguarda tutto il sistema difensivo presente in Italia, Austria, Ungheria, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ucraina e Polonia, per un totale di 110 forti». Flaim spiega che la procedura è molto complessa, «ma ci sono speranze vista la portata della nostra iniziativa». «Dobbiamo presentare richiesta di inserimento nella "lista propositiva" presso il Ministero dei beni culturali. A Roma le relazioni accompagna-torte vengono analizzate. I responsabili del dicastero hanno la possibilità di presentare in Europa due progetti all'anno. Al momento sono una quarantina quelli al vaglio». Il riconoscimento dell'Unesco sarebbe il coronamento ideale della lunga attività di censimento dei manufatti militari della Prima Guerra Mondiale, promosso dalla Provincia. Il Trentino capofila nell'iniziativa europea sulla Grande Guerra. Il progetto dei forti dell'impero austroungarico - spiega Flaim - è iniziato due anni fa e si è concluso due mesi fa. I forti e i siti legati al conflitto bellico presenti sul nostro territorio sono una cinquantina. «Si tratta di un'iniziativa importante - commenta Panizza-. Come Provincia abbiamo fatto un lungo lavoro di restauro dei vari siti. Il sistema difensivo asburgico racconta un pezzo della nostra storia. Il Trentino era terra di passaggio, strategica per la difesa. Aveva un ruolo importante nello scacchiere europeo. E la candidatura all'Unesco si propone per il centenario dello scoppio della Prima Guerra mondiale». «Il Trentino - si legge in una nota della Provincia - raggiunge particolare importanza strategica nel periodo tra la seconda metà del XIX secolo e la prima guerra mondiale, nell'ambito dell'Impero austro-ungarico, dopo che con la seconda e terza guerra di indipendenza, gli adiacenti territori della Lombardia (1859) e del Veneto (1866) furono annessi al Regno d'Italia». La Provincia di Trento ha dato avvio, dieci anni fa, al «Progetto Grande Guerra» con l'obiettivo di assicurare non solo la memoria di quel tragico evento, ma anche la tutela e la valorizzazione dei beni monumentali presenti sul territorio. Lo studio ha permesso di raggiungere una visione globale del patrimonio fortificatorio realizzato in Europa: dieci i Paesi considerati, 32 i sistemi difensivi schedati e 516, in totale, i forti catalogati. Tra i progetti cui la Provincia lavora o ha lavorato attraverso ala Soprintendenza e il Servizio conservazione del paesaggio, c'è il Forte di Tenna. «Il rudere - spiega Flaim - racconterà la storia della popolazione della zona». Sempre in Valsugana, a Levico Terme, di grande rilievo è il Forte Col delle Benne; «Dovrebbe essere consegnato nell'estate 2013. Lo stiamo restaurando per spiegare la vita umana all'interno di quelle fortificazioni». Poi c'è Forte Pozzacchio, in Vallarsa: «È un edificio molto particolare, perché costruito su due piani. Il tutto scavato nella roccia. Anche questo dovrebbe essere pronto per l'estate prossima». Di rilievo anche Forte Dossaccio a Predazzo, nel Parco di Paneveggio. «Lo scorso autunno è stato aperto al pubblico il forte di Cadine. Lo riapriremo in primavera: all'epoca era la barriera principale della fortezza di Trento. Sono, questi, interventi di recupero per i quali si parla di una spesa complessiva di circa 4 milioni di euro». A questi si devono aggiungere interventi conservativi dei sentieri e delle trincee, «per circa 3 milioni». C'è inoltre il sentiero della Pace: realizzato alla fine degli anni Ottanta dalla Provincia lungo il confine e la fascia del fronte italo-austriaco della Grande Guerra, verrà ripristinato anch'esso per il 2014. Questi i presidi a difesa di Trento: Bus de Vela, Doss Sponde, Candriai, Mandolin, Palon, Batteria Romagnano, Forte Romagnano, Batteria Inferiore Mattarello, Batteria Superiore Mattarello, Forte Mattarello, Doss Fornas, Brusaferro, Batteria Maranza, Blockhaus Maranza, San Rocco, Cimirlo, Roncogno, Tagliata Stradale Sup. Civezzano, Tagliata Inferiore Civezzano, Forte Civezzano, Sbarramento ferroviario Civezzano, Martignano, Casara e Doss Trento.
TRENTO - Unesco, candidati i forti asburgici.
Il progetto dei forti dell'impero austroungarico è iniziato due anni fa e si è concluso due mesi fa. I forti e i siti legati al conflitto bellico presenti sul territorio trentino sono una cinquantina. Il progetto è europeo e la Provincia di Trento è capofila nella candidatura. La Provincia ha fatto un lungo lavoro di restauro dei vari siti. Il sistema difensivo asburgico racconta un pezzo della storia del Trentino. Il Trentino era terra di passaggio, strategica per la difesa. Aveva un ruolo importante nello scacchiere europeo. La candidatura all'Unesco si propone per il centenario dello scoppio della Prima Guerra mondiale.
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