Un piccolo Crocifisso per una polemica che non finisce. Autentica o no la sua attribuzione a Michelangelo, pagato o no giustamente più di tre milioni dal ministero dei Beni culturali, esempio oppure no di «prevaricazione politica» sulle scelte puramente culturali, comunque continua ad accendere gli animi. Al critico Maurizio Calvesi, che sul «Corriere» di sabato scorso ha parlato di «cattiva attribuzione» oltre a denunciare "pressioni del Palazzo" sulla decisione dell'acquisto, segue ora la replica sdegnata dell'allora Ministro Sandro Bondi. "è sconcertante leggere quell'articolo. La mancanza di obiettività che solitamente contraddistingue il confronto politico in Italia è ampiamente superata da certi uomini di cultura. In effetti, non so chi porti le maggiori responsabilità del decadimento della nostra vita pubblica: se la cultura o la politica. Inclino a credere che sia la cultura". Che cosa rimprovera a Calvesi? «La scultura è stata attribuita da alcuni autorevoli colleghi a Michelangelo; faccio notare che la sua opinione è diametralmente opposta a quella, ad esempio, di Antonio Paolucci, attualmente direttore dei Musei vaticani». Calvesi descrive il piccolo Crocifisso come «rachitico corpo dalle gambe troppo grosse», con «polsi trafitti dai chiodi, e relative braccia, di una meschinità scoraggiante». «Eppure Federico Zeri disse testualmente: "Anche se non è Michelangelo - lautore di questopera - è Dio". Per non parlare di un altro illustre studioso, il professor Salvatore Settis. E ancora: invito il pubblico ad andarlo a vedere, tutti resteranno turbati dalla sua bellezza». Dunque, lei non ha nulla da rimprove- rarsi nella vicenda dellacquisto? «Ricordo che cè stato il parere positivo espresso dal comitato tecnico del ministero dei Beni culturali sullattribuzione dellopera a Michelangelo, e dunque sullacquisto della scultura da parte dello Stato, un comitato composto da autorevoli studiosi. Come mai nessuno dei membri di questo comitato ha constatato che si trattava di unopera di "una meschinità scoraggiante?"». E riguardo alle presunte «pressioni del Palazzo»? «Calvesi è in grado di ricordare da chi siano venute queste pressioni? Credo che uno studioso come lui abbia il dovere di essere più chiaro nelle sue affermazioni. Faccia un passo avanti e denunci se dai "piani superiori" siano state fatte, e da chi, delle pressioni sul comitato».
Bondi e il Crocifisso contestato: nessuna pressione sullacquisto
Un piccolo Crocifisso è stato acquistato dal ministero dei Beni culturali per un prezzo di oltre tre milioni di euro. La sua attribuzione a Michelangelo è stata messa in discussione da alcuni critici, tra cui Maurizio Calvesi, che lo descrive come un'opera di "meschinità scoraggiante". Il Ministro Sandro Bondi ha risposto a Calvesi, accusandolo di mancanza di obiettività e di non aver denunciato le presunte pressioni del Palazzo sul comitato tecnico che ha valutato l'acquisto. Bondi ha anche affermato che Calvesi non ha denunciato le pressioni, e che uno studioso come lui ha il dovere di essere più chiaro nelle sue affermazioni.
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