Tra progetti, ricorsi, inchieste e carte bollate sulla discarica di Corcolle, solo su un numero sono daccordo sia gli studi del prefetto Giuseppe Pecoraro, commissario straordinario allemergenza rifiuti, sia il comitato "Salviamo Villa Adriana" insieme al consiglio superiore dei Beni culturali: sono 2350 i metri tra la villa depoca romana, sito archeologico patrimonio dellUnesco, e larea localizzata per accogliere i rifiuti. È lunica cosa sulla quale sono daccordo. Per il resto, lo scontro è totale proprio alla vigilia della settimana che dovrebbe svelare le carte del progetto che ha in mente Pecoraro per realizzare la prima delle due discariche temporanee. Domani, o al più martedì, partiranno le lettere di convocazione della conferenza dei servizi nella quale verrà preso in esame il progetto preliminare per Corcolle. In quella sede il prefetto insisterà con i suoi argomenti: larea dista 1250 metri dalla zona di rispetto istituita nel 1999 dallUnesco e il sottosuolo della cava dove sorgerà la discarica è «archeologicamente sterile». Argomenti contestati dal principe Urbano Barberini, leader del comitato e da Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra. «Larea perimetrata per la discarica è lontana appena 700 metri. E poi, è chiaro che sotto alla cava non ci sono cocci o altro. È stato già tutto scavato. Lì intorno, invece, ci sono 150 tombe oltre al tempio di Venere e a quello di Giove». Quattro giorni fa, il consiglio superiore dei beni culturali, presieduto dal professor Andrea Carandini, ha ribadito in una mozione per Corcolle, che la cava di pozzolana nella quale dovrebbero venire sversati i rifiuti di Malagrotta, è stata autorizzata «solo per la ricucitura della continuità ecologica». «Certo non per farci una discarica», chiosa Barberini, convinto che tra vincoli archeologici e paesaggistici, «sarebbe uno scempio allestire una discarica lì». Dello stesso avviso anche il Pd: «Qualcuno fermi il sindaco e il prefetto in questa scelta assurda avversata da Unesco, Mibac, la commissione Ecomafie e il mondo della cultura», chiede il consigliere Dario Nanni. Intanto, ieri, a Pizzo del Prete, la località individuata per ospitare, tra 3 anni, limpianto definitivo per la raccolta dei rifiuti, è andata in scena lennesima protesta dei cittadini: «Pizzo del Prete sarà difeso a oltranza», hanno spiegato anche Verdi e Sel.