I volumi sommersi dall'acqua hanno scatenato polemiche e la voglia di risolvere il problema «L'archivio storico deve essere trasferito dalla sua sede attuale il più presto possibile, magari in via Italia 105 dove l'immobile è idoneo a ospitare i volumi e dove lo si può rendere fruibile alla cittadinanza». Il componente della II commissione consiliare cultura, Salvo Cavarra, ne è certo. Soprattutto dopo che il maltempo e le forti piogge dei giorni passati hanno allagato i locali dell'archivio storico, ricavati nel IX istituto comprensivo Mazzini di via Madre Teresa di Calcutta, danneggiando volumi e documenti risalenti anche all'Unità d'Italia. Una stima esatta dell'entità dei danni causati non è ancora stata fatta, il materiale custodito al suo interno è composto da circa 6.000 faldoni con i documenti di pertinenza comunale dall'inizio del XIX secolo agli anni '70 del XX secolo, ma emerge più che mai la necessità di rivedere la posizione della struttura. Si tratta infatti di due ambienti di circa 500 metri quadrati ciascuno, ricavati dall'adeguamento del piano cantinato della scuola, seguendo il progetto dell'ufficio tecnico comunale del 2006. «A supporto di questi locali sarebbero bastate due pompe flygt che avrebbero evitato l'allagamento - prosegue Cavarra - ma si sarebbe comunque trattato di un ripiego momentaneo». Sulla questione è intervenuta pure l'assessore alla Cultura, Mariella Muti, che si dice «addolorata» per quanto accaduto, anche se la gestione dell'archivio non è nelle sue competenze. Finora. «Bisognava prevenire e vorrei comprendere le cause che hanno provocato questo disastro, ma non parliamo ancora di documenti perduti, semmai danneggiati - dice - vedremo con l'aiuto della Soprintendenza se potremo restaurarli e restituirli alla fruibilità in maniera integra. Ora ne parleremo in Giunta, anche se siamo senza bilancio e non ci sono fondi straordinari, chiederò all'assessore La Bianca di effettuare un sopralluogo con l'ufficio tecnico, ma non avevo in custodia io l'archivio». La competenza è affidata, infatti, all'assessorato alla Pubblica istruzione (fu l'attuale deputato regionale, Enzo Vinciullo, a occuparsi del trasferimento), ma l'assessore Gianluca Caruso chiede ancora qualche giorno di tempo per verificare l'accaduto e discutere in Giunta per trovare la migliore soluzione. «Quel materiale non può più rimanere lì, va trasferito immediatamente, fondi permettendo, e troveremo un luogo più idoneo - insiste la Muti - bisogna investire sui Beni culturali e un bilancio con zero euro non può starci. Intanto potremo affidare la gestione dell'archivio alla fondazione di Storia Patria, che si era detta interessata a prenderlo in carico». I documenti sono quanto è stato possibile salvare dall'antico archivio depositato fino alla fine degli anni 90 negli scantinati dell'ex convento di San Domenico di via Nome di Gesù. Dopo essere stati disinfestati e, in minima parte, restaurati, sono stati trasferiti negli attuali locali, ma l'assessore Muti adesso è chiara: «Un episodio del genere non si ripeterà più. Ve lo garantisco». Luca Signorelli 26022012