REGOLE ABUSI Fa sempre piacere ritrovare al lavoro personaggi legati alle migliori stagioni della città. Torna in campo Adriano La Regina, per quasi trent' anni soprintendente ai Beni archeologici di Roma. Nel suo lunghissimo regno amministrativo fu capace di impedire arbitrii e assurdità tanto alle giunte di sinistra (fu argine insostituibile nelle prime «Estati romane») quanto a quelle democristiane per finire con i suoi indimenticabili scontri con Francesco Rutelli, che gli impose l' irritato soprannome di «Signor no». Ovviamente La Regina non è mai stato un «Signor no» (ringraziamolo ancora per aver evitato l' assurdo sottopasso del lungotevere progettato nel 1997 ai piedi dei contrafforti romani di Castel Sant' Angelo, con buona pace della sua stabilità, in nome del Giubileo). Come si può ben capire nell' intervista rilasciata a Maria Egizia Fiaschetti, La Regina è guidato da una sola stella polare: la tutela. Ed è un bene per tutti leggere, affrontando il tema degli indegni chioschi all' aperto che stanno sfigurando il centro storico, come Pio VII fece demolire le tabernae del tempo esattamente per le stesse ragioni: la visibilità del Bene culturale. Non ci vuole il Mago Otelma per prevedere che il prossimo scontro avverrà col Campidoglio, probabilmente con lo stesso sindaco Gianni Alemanno. Il quale, nella vicenda delle occupazioni di suolo pubblico, notoriamente non condivide la posizione (giustamente) assunta dal presidente del I Municipio, Orlando Corsetti. Il vero, unico punto è che Roma (soprattutto il suo centro storico) non può, non deve essere a disposizione di talune, precise categorie: ristoratori, bar, venditori ambulanti più o meno in regola. Realtà potentissime, da molti punti di vista, incluso quello elettorale. La parola Tredicine, per chi è nato in questa città, evoca decenni di battaglie nel nome della tutela troppo spesso perdute: camion-bar fissi di fronte a indicibili bellezze, armati di permessi inaffondabili. La Regina sarà solo un consulente, sulla carta. Ma è del tutto evidente che un suo parere avrà un particolarissimo peso che nessuno (nemmeno il Campidoglio) potrà ignorare trattandosi, oltretutto, dell' attuale presidente dell' Istituto nazionale di archeologia e storia dell' arte. Insomma, bentornato, Adriano La Regina. A nome di chi, a Roma, vede nella tutela del Patrimonio un immenso retaggio da consegnare alle nuove generazioni.