Vallo di Diano in rivolta contro i pozzi petroliferi Si chiama "Monte Cavallo", dal nome di una montagna nel Vallo di Diano, il progetto della Shell che ha notificato a otto Comuni cilentani (tutti in area Sic, Sito di interesse comunitario) la sua intenzione di effettuare sondaggi per la ricerca di idrocarburi e la realizzazione, in caso di risultati positivi, di pozzi petroliferi. Contro i sondaggi si schierano i Comuni del Vallo di Diano e il critico darte Achille Bonito Oliva, originario della zona: "Il nostro oro nero è larte - polemizza -. È una violenza, il territorio viene stravolto". DUE valli gemelle, ricche dacqua e di bellezze naturali. La Val dAgri in Basilicata e il Vallo di Diano in Campania. In mezzo, la cresta dellappennino lucano, i monti della Maddalena su cui svettano i 1400 metri del Monte Cavallo. Si chiama proprio così, "Monte Cavallo" il progetto della Shell che ha notificato a otto comuni cilentani (tutti in area Sic, Sito di interesse comunitario) la sua intenzione di effettuare sondaggi per la ricerca di idrocarburi e la realizzazione, in caso di risultati positivi, di pozzi petroliferi. Altri quattro paesi stanno dallaltra parte, una zona che già lEni ha esplorato e che si dice sia, con i territori limitrofi dove le ricerche promettono di espandersi, il giacimento petrolifero più esteso dEuropa. Su queste premesse è esploso il no di tutti i sindaci dei comuni interessati. Si è formato un comitato di cittadini di Atena Lucana, Montesano sulla Marcellana, Padula, Polla, Sala Consilina, SantArsenio, Sassano e Teggiano. Porta la data del 3 febbraio lavviso di procedura di Valutazione dimpatto ambientale integrata con la Valutazione di incidenza inoltrato ai comuni dalla Shell Italia EP spa, che ha sede in piazza Indipendenza a Roma. Compatti dal Vallo di Diano hanno risposto "No al petrolio", in una riunione nella sede della Comunità montana convocata a Padula dal presidente Raffaele Accetta. È un no reiterato, che ha una storia: già 15 anni fa ci provò Texaco a far zampillare loro nero a Sala Consilina, e per fermare le trivelle i sindaci si incatenarono nel cortile della Certosa di Padula. Un monumento che fa parte del Patrimonio Unesco, simbolo della protesta e degli "assalti" subiti nei secoli dal Cilento. Al no dei sindaci si è unita Sel che ieri ha promosso un incontro pubblico a Sala Consilina, dove con il primo cittadino Gaetano Ferrara si sono incontrati Grazia Francescato, Erminia Pinto e altri. Venerdì sera a Montesano sulla Marcellana al consiglio comunale hanno partecipato anche esponenti della Locomotiva della Val dAgri e della Ola e hanno preso la parola su invito del sindaco Donato Fiore Volentini: «Il nostro Statuto comunale - ha ribadito il sindaco - fa divieto di attivare iniziative che abbiano impatto ambientale sul territorio e contro la tutela del territorio e la salute». I 60 dipendenti dello stabilimento dellacqua "Santo Stefano" rischiano di ritrovarsi senza lavoro. E così i tanti giovani e meno giovani imprenditori che hanno investito nelle strutture ricettive e aziende agricole, nel biologico, nella produzione di olio e vino. Ivan Di Palma alleva asinelle da latte, e in maniera esemplare non si disfa dei maschi, come fanno i bufalari, ma li usa per il trekking: «Il nostro no è un coerente e consequenziale sì, a politiche e vocazioni territoriali e a una terra che di soprusi, rapine e abusi è satura. Siamo gente dappennino e la nostra è anche una lotta per restituire dignità a unidentità perduta». Il timore di vedersi strappare le risorse agricole è forte: la Val dAgri, famosa per le mele, oggi ha difficoltà a collocarle sul mercato. Mentre lo sviluppo annunciato è ancora un fantasma. Si batte altrettanto intensamente Tommaso Pellegrino, dirigente medico di Chirurgia generale al policlinico Federico II e sindaco di Sassano: «Abbiamo davanti unesperienza di 15 anni in Basilicata, dove risultati positivi e crescita economica non si sono avuti. I nostri vicini si ritrovano invece chilometri di condotte sparse nei territori col rischio che restino lì per sempre e che il potere corrosivo del petrolio crei ulteriori danni, intere zone prima coltivate ora sono abbandonate, i vigneti perduti e il rischio salute concreto, perché nelle zone delle trivellazioni sono raddoppiate le patologie neurologiche e i tumori del colon». Aggiunge Pellegrino: «La Basilicata ha tra i redditi più bassi e la disoccupazione giovanile più alta dItalia. Come potremmo acconsentire a fare la stessa fine? Senza contare che nonostante le tante promesse dallEni di assunzioni per i giovani, li vediamo girare nei bar di quei paesi disperati e senza lavoro. Dobbiamo pensare al superamento degli idrocarburi e alle energie rinnovabili. Il totale delle royalties è l8 per cento, solo luno va ai Comuni, il resto alla Regione. Per un buono di 90 euro annui di benzina, che si ottiene dietro complicatissime procedure, nessuno dovrebbe farsi arrivare le trivelle sotto casa».
CAMPANIA - I sindaci: fermare il progetto Shell. Bonito Oliva: "Territorio stravolto"
In Campania, il progetto della Shell per effettuare sondaggi per la ricerca di idrocarburi e la realizzazione di pozzi petroliferi nel Vallo di Diano ha suscitato una forte opposizione da parte dei Comuni del territorio. Il comitato di cittadini di Atena Lucana, Montesano sulla Marcellana, Padula, Polla, Sala Consilina, SantArsenio, Sassano e Teggiano ha espresso un forte "no" al petrolio, richiedendo la sospensione della procedura di Valutazione di impatto ambientale integrata. I sindaci dei comuni interessati hanno anche espresso la loro opposizione, temendo per l'impatto ambientale e la perdita di risorse agricole.
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