La polemica Pisapia sui box contestati: siamo pronti a intervenire Pronti a intervenire, assicura Palazzo Marino, se emergeranno irregolarità sul contestato cantiere in SantAmbrogio. «Stanno lavorando la Sovrintendenza e la Procura della Repubblica, credo sia giusto aspettare una loro decisione», ha detto ieri il sindaco Giuliano Pisapia. Che ha aggiunto: «Se emergerà qualcosa di illecito e illegale e una violazione del contratto, ci sono le autorità competenti e a quel punto il Comune interverrà». Giovedì erano stati i consiglieri comunali Cappato e Gentili, con una mozione, a chiedere a Pisapia di «impedire un atto di empietà», cioè i box nella piazza. Da attendere ci sono ancora gli esiti dellesposto presentato a dicembre da Italia Nostra, e del parere della Sovrintendenza dopo lultimo ritrovamento di reperti archeologici due settimane fa. Tuttavia, se il Comune facesse retromarcia la penale da pagare ai costruttori potrebbe raggiungere i 10 milioni. Lassessore alla Cultura, Stefano Boeri, ne approfitta per esprimere la sua preoccupazione: «Anche per aver vissuto gran parte della mia vita in piazza SantAmbrogio, seguo con grande attenzione gli sviluppi del cantiere. Concordo con il sindaco sullopportunità di attenersi alle conclusioni dellinchiesta della Procura e alle opinioni della Sovrintendenza. Condivido, in ogni caso, la preoccupazione per i rischi di un danno irrimediabile a un monumento fondamentale della nostra storia religiosa e civica». (i. c.)
MILANO - "Procura e Sovrintendenza decidano su SantAmbrogio"
Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha affermato di essere pronto a intervenire se emergeranno irregolarità sul contestato cantiere dei box in piazza SantAmbrogio. Pisapia ha detto di aspettare la decisione della Sovrintendenza e della Procura della Repubblica prima di intervenire. La Sovrintendenza e la Procura stanno lavorando sull'inchiesta sul cantiere. Se emergerà qualcosa di illecito, il Comune interverrà. L'assessore alla Cultura, Stefano Boeri, ha espresso preoccupazione per i rischi di un danno irreparabile al monumento storico. La penale da pagare ai costruttori potrebbe raggiungere i 10 milioni se il Comune facesse retromarcia.
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