Qual è la parola della settimana? Senza dubbio alcuno è campagna. Che è il luogo allorigine di tutto, e per questo significa molte cose nelluso che se ne fa dentro il linguaggio quotidiano. Tanto più in Toscana, dove il mito del paesaggio da cartolina salimenta duna componente rurale senza pari al mondo. Dici campagna, e pensi che nessuno come i toscani possieda la sapienza per farne unopera darte open air. Ma davvero stanno così le cose? Non proprio, non più. Il rapporto pubblicato in settimana da Legacoop racconta la realtà dietro il mito. E parla di unagricoltura che nella regione perde imprese (38 in meno), addetti e superficie coltivata. Rischiando così lestinzione di unauto-rappresentazione oltreché di un comparto economico. E dietro a cifre di così vasta portata quaresimale si ritrova unidea distorta di campagna, e del suo ruolo nella costruzione dellimmagine di Toscana che teniamo impressa nella pellicola dei processi mentali. Certo, saranno in molti a pensare che una cosa è il lavoro della terra per la produzione di beni, e altro è il lavoro sulla terra allo scopo di farne un elemento della seduzione ambientale. Mancando così di cogliere lincidenza del primo elemento sul secondo, e la concomitante spinta verso una forma virtuosa dantropizzazione dellambiente. Perché il paesaggio è ambiente lavorato, e lattività agricola è la forma primaria duna catena dinterventi che modificano le mappe fisiche e mentali dello spazio abitato. È una strana distorsione ottica quella che porta a non cogliere la complessità della questione. Si guarda alla campagna e la si percepisce soltanto come una dimensione orizzontale, fatta di uomini impegnati nel duro lavoro dei campi. Poi bisogna aggiungervi le altre due dimensioni perché lo scenario venga percepito come paesaggio, e questa scissione dentro limmaginario è il segno dun passaggio definitivo della Toscana da terra di produttori a terra di consumatori. Nel mezzo dellindifferenza e dellindolenza. Perché bisogna metterci tutta la possibile stoltezza per ignorare che nella cartolina quotidianamente ammirata gettando locchio alle colline e alle valli di casa nostra non contribuisca il duro lavoro di chi fa fruttare la terra. E forse ce lo meritiamo il giorno in cui i pannelli stradali che riproducono i paesaggi della Valdorcia nasconderanno il panorama in sfacelo. E guardandoli potremo dire senza rimorso: "Una volta qui era tutta campagna".