«Spero che lo Stato pontificio possa sostenere le spese necessarie» Fontana (Italia Nostra): «Salvaguardare le travature» «Non conosco a fondo la situazione statica in cui si trova il complesso antoniano, ma certo le notizie sono allarmanti»: Andrea Nante, direttore dei Musei Diocesani, oggetto di poderosi interventi di restauro negli ultimi anni, non nasconde la preoccupazione per le crepe e i cedimenti segnalati nei chiostri, in sacrestia e persino nella sala capitolare dall'indagine condotta dagli esperti e al centro di una profonda ristrutturazione che durerà un paio d'anni. E sottolinea la necessità di «monitorare costantemente un monumento così antico: i restauri non finiscono mai, piuttosto vanno eseguiti con regolarità, ogni qual volta si individua un segnale di degrado. Sono più rispettosi del monumento da salvare e anche meno costosi. Mi auguro che lo Stato Pontificio sostenga senza difficoltà le ingenti spese che i prossimi interventi al complesso del Santo richiederanno». Anche per Renzo Fontana di Italia Nostra andrebbero evitati gli interventi di emergenza, che finiscono talvolta per risultare dannosi. «Non so esattamente come si sta portando avanti il restauro delle travature e come verrà eseguito quello futuro, nei prossimi due anni - afferma - non ho comunque dubbi nel sottolineare che anche la carpenteria fa parte integrante di un monumento. E' storia, frutto di maestranze capaci e raffinate. Basta ammirare il soffitto del lungo corridoio, in cui spiccano le mensoline decorate ai lati delle travi. Sono aspetti importanti, non fronzoli, che vanno salvaguardati e che qualificano lo spazio». Fontana afferma che gli interventi di restauro non devono «durare per l'eternità, e dunque la scelta dei materiali non va fatta in quest'ottica». Il legno delle travature, ad esempio, non andrebbe sostituito con l'acciaio ma nuovamente con il legno, cercando di utilizzare lo stesso tipo, le stesse dimensioni. «Se le travi oggi marce sono durate settecento anni, quelle che le sostituiranno potrebbero durare altrettanto. Ed in ogni caso, se tenute costantemente sotto controllo, al primo accenno di cedimento o danneggiamento potrebbero essere prontamente restaurate, senza arrivare ad una drastica, totale sostituzione».