Per gli esperti il materiale probabilmente proviene dall'area mai scavata ma nel mirino dei tombaroli Scoperta choc dei vigili urbani: nell'alloggio di un imprenditore trovati reperti mai catalogati POMPEI. Fanno parte del tesoro degli antichi romani i 20 reperti rinvenuti dalla polizia municipale nel corso di uno sgombero forzato da un'abitazione popolare occupata illecitamente da un imprenditore. Brocche, piatti e boccali in creta dal valore inestimabile, scoperti per caso e riconsegnati al patrimonio dell'umanità. Grande è stata la sorpresa dei caschi bianchi quando si sono trovati di fronte ai tesori dei 79 dopo Cristo. Su delega del pubblico ministero Francesca Sorvillo, gli agenti agli ordini del colonnello Gaetano Petrocelli hanno richiestola perizia tecnica dei funzionari archeologi della soprintendenza di Napoli e Pompei, i quali hanno potuto accertare l'autenticità dei reperti. Il materiale rinvenuto, ritenuto di particolare pregio, è stato così affidato in custodia giudiziale alla Soprintendenza che, oltre a tutelarlo, dovrà tenerlo a disposizione dell'autorità giudiziaria per ogni successiva esigenza di giustizia. Il detentore dei reperti, un imprenditore incensurato di Pompei, A.C. di 50 anni, che non ha saputo indicarne la provenienza, è stato deferito in stato di libertà per ricettazione e illecito possesso di beni archeologici di proprietà dello Stato. Secondo gli esperti i tesori rinvenuti sono stati trafugati dalla parte non scavata dell'area archeologica, circa due terzi dei 66 ettari della città sepolta, in quanto oggetti non repertati e catalogati dalla soprintendenza. «Si tratta di una brillante operazione compiuta dagli agenti della polizia municipale - spiega il sindaco Claudio D'Alessio - che pone in evidenza l'incessante controllo a tutela del territorio operato dai vigili urbani. I reperti rinvenuti sono tornati ad arricchire il nostro patrimonio culturale». L'episodio riaccende i riflettori sulla vulnerabilità del sito archeologico e sui tombaroli che si dimostrano, ancora una volta, abili archeologi, capaci di trovare reperti preziosi di cui gli studiosi dell'area ignorano l'esistenza.
Pompei. Nella casa-museo fuorilegge piatti e boccali della città sepolta
La polizia municipale di Pompei ha scoperto un tesoro archeologico di 20 reperti, tra brocche, piatti e boccali, in un'abitazione occupata da un imprenditore. I reperti, ritenuti di particolare pregio, sono stati affidati in custodia giudiziale alla Soprintendenza di Napoli e Pompei. L'imprenditore, accusato di ricettazione e illecito possesso di beni archeologici, è stato deferito in stato di libertà. Gli esperti ritengono che i reperti siano stati trafugati dalla parte non scavata dell'area archeologica, circa due terzi dei 66 ettari della città sepolta. La scoperta è stata definita "brillante" e "un'operazione compiuta" dai vigili urbani.
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