VENEZIA II ministro sta alla larga dalle polemiche, ma «battezza» l'operazione Palazzo Grassi. Sarà irrilevante che l'oramai ex «gioiello» di casa Fiat diventi di proprietà pubblica o privata secondo il governo, ma sarà fondamentale che il palazzo resti per il futuro una sede museale. Lo ha detto ieri il Ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani, giunto in Veneto orientale per annunciare la ripresa di una serie di interventi archeologici a Concordia Sagittaria. Il prossimo 25 gennaio la Fiat dovrebbe formalizzare il primo atto di vendita di Palazzo Grassi ad una cordata di soci ancora in via di definizione, tra i quali c'è il Comune di Venezia attraverso la Casinò spa. L'operazione è ormai pronta e vede il coinvolgimento delle case editaci Skirà er Marsilio e dell'industriale Alvise di Canossa, presidente dell'azienda di trasporti d'arte Arteria. Nella prima fase potrebbero esserci tre soli soci a fianco del Casinò che acquista una quota di poco inferiore ai 51 per cento, mentre nella seconda fase, con l'ingresso di altri partner, la quota si abbasserebbe al 30 per cento. «Sto seguendo personalmente le vicende di Palazzo Grassi, non perché lo Stato abbia un ruolo in questa vicenda, ma perché ci teniamo molto che in futuro questa sede prestigiosa abbia una destinazione d'uso museale, come lo è stato sino a questi giorni - ha detto Giuliano Urbani - quello che vogliamo è che questo palazzo possa proseguire le grandi mostre che ha ospitato sino ad oggi, oleografiche e non. Perché negli anni passati sono state un apporto culturale enorme per Venezia e per l'Italia, non vogliamo privarci di questo e semmai penseremo a potenziarlo». Il ministro sta alla larga dalle polemiche. «L'importante che la sua offerta culturale abbia un futuro degno del passato», ha detto Urbani. In questa fase il Governo si è dunque limitato a seguire la vicenda ma un'azione dello Stato potrebbe arrivare subito dopo il passaggio di proprietà. In caso di acquisto il Comune vorrebbe inserire palazzo Grassi in una rete museale nazionale. Proprio per questo, ancora nelle scorse settimane, il sindaco ha fatto avere al ministro il progetto culturale del futuro, per capire se c'erano o meno ostacoli a una collaborazione a partire dal 2005 o 2006. «Prima di tutto aspettiamo di vedere quale sarà l'assetto societario - ha continuato ieri n ministro Urbani - quando sarà definito potremo discutere assieme alla nuova proprietà le mostre future. Certamente c'è l'attenzione su palazzo Grassi non solo di Venezia e dell'Italia, ma addirittura del mondo, e noi dobbiamo onorare questa attenzione». Non ha parlato solo di palazzo Grassi, il ministro. Tra qualche settimana, infatti, Urbani stesso parteciperà alla presentazione dell'avvio del progetto di ampliamento delle Gallerie dell'Accademia. «Presenteremo il progetto complessivo, ci sarà un raddoppio degli spazi espostivi - ha annunciato ieri Urbani- l'ampliamento delle Gallerie dell'Accademia rientra in un piano generale che abbiamo chiamato il "rinascimento dei grandi musei italiani", che coinvolge anche il museo egizio di Torino, il Brera di Milano, gli Uffizi di Firenze e poi Pompei. A Venezia le Gallerie meritavano un sviluppo e questo progetto segna una tappa importantissima non solo per la città lagunare ma anche per l'Italia. Sarà un qualcosa che non ha precedenti su scala nazionale».
Urbani battezza Palazzo Grassi
Il Ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani ha annunciato la ripresa di interventi archeologici a Concordia Sagittaria. Il prossimo 25 gennaio la Fiat dovrebbe formalizzare il primo atto di vendita di Palazzo Grassi ad una cordata di soci, tra cui il Comune di Venezia attraverso la Casinò spa. L'operazione è pronta e vede il coinvolgimento delle case editrici Skirà er Marsilio e dell'industriale Alvise di Canossa. Il ministro ha sottolineato l'importanza di Palazzo Grassi come sede museale e ha affermato che il governo seguirà la vicenda con attenzione.
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