Potrebbe essere la "rassegna" delle occasioni mancate. Di come Venezia, nel corso degli ultimi cinquant'anni, non ha saputo "approfittare" di opportunità storico-artistiche, ma soprattutto funzionali a garantire la vita di una città. E i progetti mancati, ormai, non si contano più nemmeno sulle dita di due mani!. Ci ha pensato il sindaco Giorgio Orsoni l'altra sera, in occasione delle cerimonie per il 190 anniversario della Carive alla Fenice, a ricordare che nei primi anni Settanta molteplici furono le critiche e le polemiche per la realizzazione della nuova sede in campo Manin, Palazzo Nervi-Scattolin. Anche allora, era il 1972, due architetti di fama come Pier Luigi Nervi e Angelo Scattolin furono messi alla gogna per la loro opera, che li costrinse a modificare il progetto in corso d'opera. E come non ricordare le altre "occasioni mancate"? Ad esempio l'opportunità di avere a Venezia un'opera d'arte come poteva essere Casa Masieri "disegnata" da un grande architetto, l'americano Frank Lloyd Wright in "volta de Canal" all'altezza di Ca' Foscari, che non vide mai la luce agli inizi degli anni Sessanta per il parere negativo decretato dai burocrati dell'allora Commissione edilizia del Comune. Incredibile! E che dire ancora del progetto dell'architetto francese Le Corbusier per il nuovo ospedale Civile nel 1963 (chissà se oggi vista la mannaia sulla sanità veneziana, qualcuno non si mangia ancora le mani...) che finì nel nulla tra veti incrociati, progetti elaborati, ma mai presi seriamente in esame, con il solito "ping pong" burocratico che, allora come oggi, avrebbe sfiancato chiunque. Tanto che, alla fine, Le Corbusier (per sua fortuna) passò a miglior vita nel 1965, senza vedere poi come il suo progetto era destinato a finire nel nulla solo pochi anni più tardi. E ancora l'ipotesi sorta nel 1968 di affidare ad un altro grande architetto americano come Louis Kahn di realizzare un grande Centro Congressi all'Arsenale. Qui si fermò anche prima: rimasero solo gli schizzi. Ma si potrebbe continuare ancora: il progetto per l'area monumentale del cimitero di San Michele ad opera dell'archistar David Chipperfield ancora lontano dall'essere realizzato fino al più recente cantiere del Palacinema al Lido. Lo aveva detto in tempi non sospetti un grande architetto italiano come Vittorio Gregotti: «La burocrazia blocca i progetti per Venezia. Questa è la più bella città in cui un progettista possa lavorare. Peccato che la burocrazia blocchi la realizzazione di interventi importanti». Era il 2004. Otto anni fa. Ma sembra ieri.