Atteso il parere dell'architetto Codello, ma potrebbe intervenire il suo superiore Soragni Lunedì o martedì il progetto in Soprintendenza, poi passerà in Giunta. Termine ultimo, i129 IN BALLO 6 MILIONI A fine mese scade l'accordo tra Comune e Benetton Il conto alla rovescia è iniziato. Ma è anche vero che il "via libera ufficiale" potrà arrivare solo dopo che la Soprintendenza ai Beni artistici e architettonici darà il proprio assenso. E solo partendo dal "sì" di Renata Codello, salvo eventuali volontà di controllo di Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali del Veneto, che si potrà passare alla seconda fase dell'operazione Fondaco dei Tedeschi. E mentre si avvicina rapidamente la data del 29 febbraio, giorno nel quale verrebbe reso vano il protocollo siglato nel dicembre scorso dal sindaco Giorgio Orsoni e dal presidente di Edizione Property, Gilberto Benetton, c'è una vera e propria corsa contro il tempo per il dossier Fondaco. A Ca' Farsetti, infatti, salvo sorprese dell'ultima ora, si attende il via libera della Soprintendenza nei primi due giorni della prossima settimana. Lunedì, o forse addirittura martedì. Se così fosse, anche prevedendo altri passaggi istituzionali, si potrebbe arrivare alla tradizionale riunione di giunta di giovedì 1. marzo e poi approdare al primo consiglio comunale utile per l'approvazione della delibera di giunta sull'edificio cinquecentesco. Anche se ci fosse una "sforatura" dei tempi previsti dal protocollo Comune - Ca' Farsetti nessuno, visto la posta in palio, si accollerebbe la decisione di far fallire accordo e progetto. Il sindaco Giorgio Orsoni, intanto, cerca di stemperare le polemiche di questi ultimi giorni sull'operazione. «Lo ribadisco - ha detto - io il progetto non lo ho visto e sono in attesa di vederlo. Dopo che la Soprintendenza avrà dato il suo parere ne potremo parlare». Per quanto riguarda il botta e risposta con Alessandra Mottola Molfino, presidente di Italia Nostra, Orsoni ha sottolineato la sua disponibilità a dialogare ma non a subire offese. «Lo ho detto tante volte - ha proseguito - che quando si parla di Venezia non bisogna essere superficiali, soprattutto se si hanno determinate qualifiche. Continuo a rimanere perplesso per la modalità, cioè la lettera alla magistratura a proposito del Fontego dei Tedeschi. Se ci sono rilievi sono pronto a confrontarmi, ma non posso accettare iniziative del genere». A farlo irritare ancora di più ha contribuito il consigliere del Movimento Cinquestelle, Marco Gavagnin, il quale ha "girato" alla Procura regionale della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica copia della sua interrogazione del 14 febbraio a proposito del Fontego. Un documento molto circostanziato che non solo chiede risposte ma lancia anche una serie di accuse.
Venezia. Fontego, una corsa contro il tempo
Il progetto per la ristrutturazione del Fondaco dei Tedeschi a Venezia è in attesa del parere dell'architetto Codello e della Soprintendenza ai Beni artistici e architettonici. Il conto alla rovescia è iniziato e si attende il via libera entro la fine del mese. Il progetto potrebbe essere approvato dalla Giunta comunale il 1 marzo e poi dal Consiglio comunale. Il sindaco Giorgio Orsoni cerca di stemperare le polemiche sull'operazione, ribadendo la sua disponibilità a dialogare ma non a subire offese. La presidente di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino, ha espresso le sue preoccupazioni sull'operazione.
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