Monica Perissinotto: «Preoccupante il silenzio dei rappresentanti dei commercianti» VENEZIA «Tutti hanno preso posizione sul Fontego dei Tedeschi. Chi a favore, chi contro. In un ambiente che prevede una destinazione d'uso commerciale si sono fatti vivi i rappresentanti dei commercianti? Neanche per sogno. Non esistono, non sono rappresentativi ne propositivi». L'accusa è pesante, da parte di Monica Perissinotto, presidente dell'associazione culturale Itinerari veneziani che raggruppa circa 200 commercianti soprattutto nei sestieri di Santa Croce, San Polo e Dorsoduro. Un'associazione che si propone di stimolare un dibattito, per puntare soprattutto alla qualità del commercio. «A Venezia la qualità va scemando - prosegue dura Perissinotto - manca l'artigianato di qualità, non si può vendere solo paccottiglia, è merce che oltre a non dare lustro alla città non le dà futuro. Solo se si incentiva l'artigianato si incentiva anche la struttura produttiva veneziana e si offrono delle prospettive di lavoro a chi resta. Ad esempio perchè non prevedere al Fontego dei Tedeschi il centro della moda per Venezia? Per dare delle speranze alla città è necessario che le forze facciano sistema, per puntare all'eccellenza». Il Comune, ovviamente, segue le consultazioni con i rappresentanti dei commercianti, «che però si fanno vivi solo quando i giochi sono già fatti» secondo Perissinotto. Per la presidente di Itinerari Veneziani è necessario che anche il Comune faccia la sua parte. «Sempre più negozi sono strozzati dai costi degli affitti. E questo provoca una frustrazione tale che talvolta si finisce per cedere l'attività. Sono sempre più numerose le serrande che rimangono abbassate perchè i gestori non ce la fanno a sostenere i canoni di locazione». In effetti pagare affitti di 5-6 mila euro al mese è molto oneroso, tenendo conto che poi si devono sommare le spese di gestione ed eventualmente del personale. «Quanto deve guadagnare alla fine del mese uno per ritagliarsi anche lo stipendio? - conclude Perissinotto - è necessaria una politica delle locazioni dei locali a uso commerciale simile a quella per le abitazioni, con agevolazioni per chi affitta a canoni calmierati».