Adriano La Regina si conferma l'esatto contrario del «signor No» consegnato alla leggenda da chi vede nell'impegno per la tutela, e quindi nel rispetto delle norme e dell'articolo 9 della Costituzione, un grave ostacolo per i propri interessi politico-amministrativi. Si tratta di un punto fondamentale che riguarda un'intera collettività: ma non tutti a Roma (e nel Lazio) sembrano capirlo. Dunque, La Regina (nella sua nuova veste di consulente per il Decoro urbano del I Municipio, Centro storico) dice giustamente che la norma sulle liberalizzazioni può essere positiva perché «scardina privilegi e riduce il margine per gli intrallazzi». Alzi la mano chi riesce a contraddirlo. Ma aggiunge anche che senza una griglia concordata di regole (rieccoci alla civilissima parola-chiave) il Centro può definitivamente soccombere alla movida selvaggia, all'assedio dei camion, all'invasione del mordi-e-fuggi, trasformandosi una volta per tutte in un divertimentificio dove il patrimonio culturale si riduce a sfondo commerciale. Quindi ha inventato l'uovo di Colombo: il coinvolgimento di tutti gli organismi preposti alla tutela, cioè soprintendenze statali e locali, per spingere il ministero per i Beni e le attualità culturali a muoversi. La Regina prova anche a stanare Comune e Regione che ancora non hanno affrontato la materia. Eppure la Regione si è mossa con sorprendente rapidità ed efficacia quando si è trattato di mettere a fuoco un Piano casa che suscitò l'ira del ministro Giancarlo Galan (governo Berlusconi). In quanto al Comune, la sua polemica col I Municipio sui dehor di piazza del Pantheon dice molto, anzi moltissimo. Per farla breve, il decreto sulle liberalizzazioni si profila anche come un'eccellente cartina di tornasole per capire chi è davvero schierato per la salvaguardia delle nostre piazze storiche, per la visibilità dei nostri monumenti, per un allineamento autentico ai canoni europei circa l'uso degli spazi pubblici più pregiati (il centro) da parte dei privati (bar e ristoranti). La giunta Alemanno ha registrato un gravissimo ritardo nella lotta a cartellone selvaggio. In quanto alla Regione, deve ancora fare i conti col nodo delle discariche immaginate a ridosso di aree protette. Adriano La Regina offre ora a tutti (ministero, Campidoglio, Pisana) la possibilità, una volta tanto, di lavorare a favore di Roma e della sua salvaguardia. Sarebbe un risultato eccellente. Ma, proprio per questo, c'è da essere purtroppo molto pessimisti.