Rapporto Civita, Italia agli ultimi posti Dovevano essere tre, i sindaci presenti all'annunciato dibattito. E Matteo Renzi, primo cittadino di Firenze, c'era. Puntuale alle 10. C'era, peraltro salutato da un'ovazione alla fine del suo intervento, anche il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Puntuale anche lui. Non si è invece presentato Gianni Alemanno, la cui partecipazione era stata via via confermata, oltre che nei giorni precedenti, anche nel corso della mattinata a più riprese, con notizie che arrivavano direttamente dal Campidoglio: «Arriva alle 11», «Ci hanno detto che sta arrivando», «Arriva con un po' di ritardo». E infine: «Scusate, il sindaco si scusa ma ha dato forfait». All'annuncio, qualche sonoro bu e alcuni fischi in sala, l'Auditorium del museo Maxxi, ma alla fine la presentazione del nono rapporto promosso dall'Associazione Civita dal titolo «Citymorphosis, politiche culturali per città che cambiano», si è svolto ovviamente lo stesso, alla presenza anche di Gianni Letta, presidente onorario dell'associazione, di Bernabò Bocca, vicepresidente, e del giornalista Antonello Piroso, conduttore della mattinata in cui si è discusso anche della ricerca condotta dal «Centro studi Gianfranco Imperatori» partita da quattro possibili macro-aree di sviluppo per le politiche culturali urbane: valorizzazione integrata del patrimonio culturale, mostre, festival, sistema dell'arte contemporanea. Tutti argomenti, però, da cui Roma, stando ai risultati dello studio, esce fuori bocciata e anni luce lontana dalle performance di altre capitali (e non solo capitali) europee o italiane. Nel rapporto si parla infatti di Milano come città più creativa d'Italia, si parla dell'eccezionale boom di Salerno, si citano i casi, positivi, di Mantova e Forlì, si loda il fenomeno Berlino nuovo polo dell'industria culturale europea, si constatano realtà consolidate come Londra o Parigi, per dirne solo due, ma quando si parla di Roma la conclusione è che, dopo Auditorium, Maxxi, Macro, la cultura non ha innescato meccanismi di crescita del pil pro capite e non è riuscita a diventare un motore di cambiamenti urbanistici così come in altre realtà città europee. Sotto la lente d'ingrandimento dei tecnici di Civita la Città Eterna del 2012, a confronto con le metropoli europee che investendo sulla cultura hanno cambiato o migliorato la loro «pelle» (e si parla anche di Barcellona e Bilbao), non tiene il passo. Finale con il monito del sindaco di Salerno De Luca, che si è rivolto ai romani in sala, in un silenzio tombale: «Fate attenzione, dico sul serio. C'è una penetrazione della camorra in tanti quartieri della capitale che sta diventando pericolosa e che deve essere un tema di responsabilità nazionale». E infine: «Svegliatevi, perché non avete idea di cosa significa vivere nei grandi quartieri della paura».