Il direttore regionale entra nella commissione nazionale per stabilire le nuove linee Il Ducale dei record oggi sarebbe impossibile VENEZIA - Maxi-affissioni di San Marco in discussione a Roma Non per placare nuove polemiche o per verificarne la correttezza delle procedure. «Porterò il caso San Marco come esempio di come non si dovrà più operare in caso di restauri con sponsorizzazione». Lo dice il direttore per i beni culturali del Veneto Ugo Soragni entrato a far parte della commissione che deve discutere le nuove linee guida sulla partecipazione di privati alla conservazione dei monumenti. L'8 febbraio l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha salvato il restauro targato Tod's del Colosseo e nel farlo ha dato indicazioni su come comportarsi nell'attesa che entro 6o giorni la commissione costituita ad hoc formuli quelle regole attese ormai da due anni. Tra i componenti c'è Soragni. Venezia è stata pioniera in questo tipo di interventi, l'area Marciana negli ultimi dieci anni ha visto rinascere gran parte dei suoi edifici, ma il direttore parla di «pasticciaccio dell'area marciana». Il problema? «Monumenti ingabbiati per anni dalle impalcature e sopra maxi-pubblicità a tempo indeterminato», dice Soragni che non ha mai nascosto di essere in totale disaccordo con la linea seguita dalla sovrintendenza. Le recenti indicazioni romane, recepite in Veneto con una circolare di Soragni del 22 febbraio, impongono che per ogni sponsorizzazione venga fissato il tetto della sua durata e i proventi economici e nelle future linee guida - «saranno pronte prima dell'estate», spiega il direttore - la questione messa nero su bianco. Soragni non ha mai nascosto di non gradire le maxiaffissioni alla biblioteca Marciana e al museo Correr e per evitare che si ripetano situazioni del genere nella sua circolare ha prescritto che le soprintendenze venete non possano aggiudicare sponsorizzazioni superiori ai Zoo mila euro senza il suo via libera «E' una questione interna alle soprintendenze non incide nei restauri comunali», dice il sindaco Giorgio Orsoni. La delibera su Tod's, e in parte dunque anche la circolare, dà invece una mano al Comune. Come? «Chiarisce come dobbiamo procedere - spiega Orsoni - ad esempio oggi un affidamento diretto come quello di palazzo Ducale non sarebbe più possibile, dovremmo fare un bando ma se invece troviamo qualcuno che ci dà i milione e i restauri li facciamo noi, non serve». Una prospettiva che potrebbe risultare utile per l'intervento di ripristino al ponte di Rialto per cui l'amministrazione è in trattative con il patron di Diesel, Renzo Rosso, da oltre un anno. In pratica, l'Autorità perla vigilanza dice che se il privato esegue anche i lavori, deve esserci una gara. «Vanno previsti interventi aggiuntivi, se devo ad esempio rifare una facciata chiederò cosa lo sponsor è disposto a fare di più - dice Soragni - durata di sponsorizzazione e introiti devono essere esplicitati subito». Ed è appunto quello che è venuto a mancare a San Marco o a San Simeon Piccolo, secondo il direttore. Per paradosso invece, il fiore all'occhiello della città, il restauro del Ducale, che per qualità e tempistica ottiene il plauso anche del direttore regionale, oggi non si potrebbe più fare con la stessa convenzione firmata dall'ex sindaco Massimo Cacciai nel 2007. «Adesso però abbiamo indicazioni sicure", commenta il sindaco.
Soragni: San Marco a Roma come esempio da non rifare
Il direttore regionale per i beni culturali del Veneto, Ugo Soragni, è entrato nella commissione nazionale per stabilire le nuove linee guida sulla partecipazione di privati alla conservazione dei monumenti. Soragni ha espresso la sua disapprovazione per la linea seguita dalla sovrintendenza veneziana, che ha permesso la sponsorizzazione di maxi-affissioni a monumenti come la biblioteca Marciana e il museo Correr. La commissione ha deciso di fissare un tetto alla durata della sponsorizzazione e di esplicitare i proventi economici. Soragni ha anche prescritto che le soprintendenze venete non possano aggiudicare sponsorizzazioni superiori ai 1,5 milioni di euro senza il suo via libera.
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