«Il 24 maggio apriremo a Piazza Armerina la Villa romana del Casale rimessa a nuovo», dice l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo, attualmente in Sudafrica per un convegno del Cnr («Qui siamo con le maniche corte perché abbiamo 28 gradi»). La data del 24 maggio non è casuale perché il giorno prima il presidente Napolitano sarà a Palermo per il ventennale della strage Falcone «e noi contiamo di portarlo sia a Piazza Armerina e sia ad Aidone per mostrare la dea di Morgantina, abbiamo lavorato tanto per riaverla ed è giusto farla vedere al presidente della Repubblica. La strage di Capaci è un ricordo doloroso non solo per la Sicilia, ma per tutta l'Italia, una visita alla Villa romana del Casale e a Morgantina, che faranno parte del Distretto culturale ennese, mostrerà al presidente Napolitano i tesori archeologici orgoglio della Sicilia». Purtroppo le strade sono quelle che sono e non ci sarà tempo per aggiustarle. Speriamo che ad Aidone ci siano almeno dei bus o delle auto per portare il corteo presidenziale per la lunga salita che porta al museo del paese e al sito della vecchia Morgantina. «Noi come Regione abbiamo dato le risorse alla Provincia di Enna, però per le strade bisogna fare i progetti e i bandi di gara e si perde inevitabilmente tempo. Ci vorranno almeno due anni. Qui noi non possiamo intervenire, ma sull'apertura della Villa di Piazza Armerina per il 24 maggio sono stato categorico perché non possiamo perdere una simile occasione con il presidente Napolitano in Sicilia». Quando il Paul Getty museum si decise a restituire la dea di Morgantina che comprò negli anni 80 per venti milioni di dollari avete promesso di mandare temporaneamente negli Stati Uniti alcuni pezzi pregiati. A che punto siamo? «Nel rispetto di quegli accordi manderemo il giovinetto di Mozia, altrimenti chiamato l'Efebo oppure l'auriga. E insieme alla celebre statua altri 160 pezzi dei nostri musei che andranno sia al Paul Getty di Los Angeles e sia al museo di Cleveland. E' anche un modo per mantenere buoni rapporti di collaborazione. Del resto dagli Stati Uniti ci sono stati restituiti anche gli acroliti e il tesoro d'argento di Morgantina, gli americani hanno mantenuto la parola e non comprano più reperti trafugati dai tombaroli perché l'opinione pubblica è contraria». Come si fa a mettere a frutto turisticamente le meraviglie della Villa romana del Casale e Morgantina? «Con un'adeguata propaganda e mettendo in atto l'idea di fare un biglietto unico per i due siti che distano soltanto una ventina di chilometri. Io penso che i cultori d'arte e in genere i turisti non mancheranno. Poi ho un'idea che mi frulla per la testa». Quale? «Realizzare una grande esposizione universale con 300 pezzi di eccellenza da mostrare all'ammirazione del mondo. Naturalmente parlo di pezzi trasportabili. Se mettiamo insieme il Satiro di Mazara del Vallo, l'Efebo di Mozia, la phiale d'oro di Caltavuturo, gli acroliti e il tesoro d'argento di Morgantina, i migliori pezzi dei musei di Siracusa, di Gela e di Palermo sarebbe un evento clamoroso. Non so se la dea di Morgantina sia trasferibile, vedremo. Al momento è solo un'idea da sviluppare, ma non c'è dubbio che la Sicilia deve puntare sulle sue bellezze archeologiche per sviluppare il turismo. Ripeto sempre che la Sicilia è un museo a cielo aperto e che dobbiamo saperlo mostrare. Intanto pensiamo all'inaugurazione della Villa romana di Piazza Armerina che esce alla luce dopo anni di lavori e all'accoppiamento con Morgantina. La Sicilia non può essere soltanto lutti da ricordare, ma anche splendidi tesori da vedere». 25022012