Non serve una edificazione eccessiva per rilanciare ortigia Una full immersion sul piano paesistico e sul piano particolareggiato di Ortigia. Lo ha stabilito ieri la prima commissione, presieduta da Roberto Messina, riunita in via Brenta. Dopo l'audizione dell'assessore al ramo, Luigi Crispino, sulla complessa materia e sondare la disponibilità, e il canale di comunicazione, tra l'autorità comunale e i vari membri dell'organo consiliare, la commissione ha messo in calendario le due priorità su cui prendere decisioni in vista dell'approdo degli argomenti in Consiglio comunale. «Ci occuperemo di queste due tematiche per 15 giorni - afferma il vicepresidente della prima commissione Nino Zito - nel caso del Ppo, vogliamo sapere a che punto è l'iter su uno strumento importantissimo per il rilancio dell'isolotto, si deve decidere dell'ubicazione delle zone alberghiere e commerciali, si devono portare avanti scelte strategiche per rivitalizzare il centro storico e, naturalmente, non è possibile lasciare tutto nelle mani dei privati, anche perché non verrebbe rispettato lo spirito del Piano». Sul Piano paesaggistico, sempre al centro dei dibattiti, pende un forte interrogativo e cioè se davvero l'Amministrazione comunale presenterà un ricorso sullo strumento di tutela approvato recentemente. «Se così fosse - rileva Zito - chiediamo che si faccia un passo indietro. Noi riteniamo che il Piano paesistico possa aiutarci anche nella direzione tanto auspicata di recuperare gli edifici esistenti, senza pensare a costruirne di nuovi. Una edificazione eccessiva non serve a nessuno, la città non può crescere a dismisura perché sarebbe impossibile garantire sicurezza e servizi a tutti i cittadini. E' un indirizzo che deve essere recepito anche dagli imprenditori, ai quali chiedo che si impegnino a valorizzare l'esistente alla Borgata, in Ortigia, ma anche nelle zone periferiche che non si devono ulteriormente cementificare». L'impressione destata dall'audizione di Crispino sembra essere stata positiva ed è questo un fattore importante, giacché il confronto su questi temi non mancherà di provocare nuove scintille. Graziella Ambrogio 25022012