La relazione del presidente del tribunale amministrativo allinaugurazione dellanno giudiziario Se il settore delledilizia ristagna, stabilizzandosi fra le vittime dellattuale situazione economica, non si arresta la corsa delle fonti rinnovabili di energia. Lo dimostra il numero dei ricorsi presentati al Tar Puglia nel 2011 e reso noto ieri in occasione dellinaugurazione del nuovo anno giudiziario del tribunale amministrativo. I 395 nuovi ricorsi presentati nellultimo anno relativamente a vicende di edilizia e urbanistica sono solo di poco inferiori ai 399 del 2010 ma mostrano un vero e proprio divario con gli 839 del 2006: «Se non si opera - ha commentato il presidente Corrado Allegretta - non si ha neppure occasione di litigare». Si parla invece di "sensibile incremento" dei ricorsi in materia di sfruttamento dellenergia rinnovabile: 113 quelli del 2010, ben 252 del 2011, praticamente il doppio. «È interessante notare - ha aggiunto Allegretta - che dei 252, 136 sono stati avanzati contro il comportamento inerte dellamministrazione interessata (perlopiù la Regione e le Province). Ne emerge una situazione che sconta incertezze normative e conseguente disorientamento dellapparato, in un campo che attira forti interessi economici e tocca sotto più profili altri beni fondamentali, come lambiente e il paesaggio». Non si è fatta attendere la risposta del presidente della Giunta regionale pugliese, Nichi Vendola: «Si sono scaricate sulle Regioni tantissime competenze ma non si sono attribuite le risorse economiche e i poteri necessari. Abbiamo molte più rogne, molti meno soldi e molti meno poteri». Nel corso della stessa relazione, infatti, il magistrato aveva anche fatto notare come «la particolare estensione delle sue competenze amministrative condanna la Regione Puglia a un primato certamente non invidiabile: nei suoi confronti sono stati avanzati 589 ricorsi (464 nel 2010), che costituiscono più di un quarto dellintera sopravvenienza». Sullaumento dei ricorsi in materia di energie rinnovabili, Vendola ha detto di continuare «a ritenere la green economy centrale per costruire futuro, ma in Italia - ha spiegato - è stato raggiunto lobiettivo delle energie rinnovabili nella forma più caotica e più pericolosa che si possa immaginare, perché non è stato fatto un vero strumento di pianificazione, non sono state emanate, se non con 7 anni di ritardo, le linee guida sulle energie rinnovabili». In calo anche la domanda di giustizia nel pubblico impiego, che passa dai 388 ricorsi del 2010 ai 226 del 2011. Ma non solo: diminuisce anche il numero dei giudizi instaurati con riguardo allattività contrattuale pubblica: i nuovi ricorsi sono 196, nel 2010 erano 219. Un dato che il presidente del Consiglio di Stato, Gianluca Coraggio, ha interpretato come «un segnale che la crisi economica ha lasciato e sta lasciando il segno». Non a caso, «accedere alla giustizia amministrativa - ha sottolineato Allegretta - appare alquanto costoso: nel 2011 il contributo unificato versato per controversie instaurate dinanzi a questorgano di giustizia ammonta a 1 milione 643mila, di cui 694mila solo per le domande in materia di appalti pubblici».