"Irregolaità nella scelta dei siti alternativi a Malagrotta. Ipotesi di reato: falso ideologico. Si indaga sulla correttezza delle informazioni fornite al prefetto dalla Regione SOS rifiuti, ora indaga la procura. Mentre in un clima rovente si accende la guerra dei comitati sul post Malagrotta e la capitale inizia il conto alla rovescia prima chela storica discarica chiuda definitivamente i battenti, ecco che arriva un'inchiesta sui depositi alternativi selezionati per ospitare in futuro le mille tonnellate di spazzatura al giorno prodotte da Roma. Falso materiale e ideologico, sono questi i reati ipotizzati dai magistrati di piazzale Clodio per le presunte irregolarità legate all'individuazione dei nuovi siti proposti dalla Regione Lazio. I terreni destinati ad accogliere l'immondizia quotidiana smaltita nella capitale, dopo che Malagrotta sarà andata in pensione il prossimo giugno. Il fascicolo, che al momento è senza indagati, fa riferimento a due possibili nuove discariche. Quella di Corcolle-SanVittorino, non lontano da Tivoli e a poco più di 700 metri da Villa Adriana, patrimonio dell'Unesco, e quella di Riano Flaminio, a nord della capitale e zona di pregio ambientale. Al centro dell'inchiesta la verifica sul tipo di informazioni comunicate al commissario straordinario Giuseppe Pecoraro dagli esperti della Regione. Dove sono già stati acquisiti dei documenti e ascoltati diversi funzionari. Gli inquirenti intendono chiarire se i criteri utilizzati per l'individuazione dei luoghi siano stati corretti e se si siano verificate violazioni delle normative comunitarie. A sollevare le perplessità alcune ragioni di carattere idrogeologico, come si legge nella denuncia presentata dall'avvocato Francesca Romano Fragale, presidente dell'associazione Futuro sostenibile onlus. Questa querela, insieme all'esposto dei Verdi, ha dato il via all'indagine. «Sono scientificamente provati gli effetti devastanti» dice infatti la denuncia, che fa riferimento a Corcolle e alle «particolarità del suolo in una zona estremamente umida che renderebbe immediata la contaminazione dell'ambiente». E ancora: «La diffusione delle particelle chimiche dannose per via aerea sarebbe facilitata dal vento, estendendo gli effetti dannosi anche a diversi chilometri di distanza dal sito della discarica». La «perplessità, lo stupore e l'allarme sociale», quindi, si fonderebbero sul fatto che il territorio limitrofo al sito scelto per la discarica è attraversato da quattro acquedotti dell'agro Tiburtino-Prenestino. «Uno dei più suggestivi e intatti paesaggi laziali», di cui «va evitata qualsiasi compromissione edilizia».