In attesa del nuovo regolamento dei Beni Culturali, il direttore regionale blocca nuovi contratti e avoca a sé le decisioni Stop da subito alla stipula di qualsiasi nuovo contratto di sponsorizzazione da parte delle Soprintendenze veneziane e anche in futuro - non appena arriverà il nuovo regolamento disposto e atteso dal Ministero dei Beni Culturali - esse potranno stilare contratti solo fino a 200 mila euro di importo e che riguardino solo edifici di sua diretta competenza. Tutti gli altri contratti con gli sponsor potranno essere stipulati solo dal direttore regionale dei Beni Culturali del Veneto. E' il nuovo "editto" che arriva sotto forma di circolare dal direttore regionale del Veneto Ugo Soragni e che segue direttamente il caso delle maxipubblicità nell'area marciana, con la convenzione stipulata dal soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici Renata Codello con la società inglese Remedia e con l'italiana Gerso, con un contratto di sette anni e un importo di 3 milioni e 600 mila euro per i restauri, in cambio di maxipubblicità sui ponteggi delle facciate dell'ex Palazzo Reale, Procuratie Nuove, Biblioteca Marciana, Zecca e sulle due facciate del Correr. Contratti finiti sotto la lente dell'ufficio legislativo del Ministero dei Beni Culturali che ha rilevato come la stipula della convenzione «non appare essere stata il frutto dello svolgimento di un corretto confronto concorrenziale con altri operatori economici, che avrebbero potuto, anche a parità di condizioni economiche, offrire (...) un servizio di restauro dei monumenti e di gestione degli spazi pubblicitari di qualità più elevata». Ma i contratti, che scadono nel 2014, non saranno a questo punto annullati - come pure si è pensato - per il rischio concreto della richiesta di risarcimento danni da parte delle imprese. Ma così non era e con l'ordinanza di Soragni - che anticipa il regolamento del nuovo articolo del codice degli appalti (i1 199-bis) che fissa i principi per le sponsorizzazioni sui monumenti - si introducono già i primi criteri, che prevedono un bando ad evidenza pubblica per il reperimento degli sponsor, una durata minima e massima dei lavori fissata sin dall'inizio, e prestazioni previste dalla sponsorizzazione indicate con chiarezza. Ma - e l'ordinanza della Direzione regionale dei Beni Culturali su questo punto è molto chiara - i contratti per le maxipubblicità dell'area marciana non rientrano neppure nel capitolo delle sponsorizzazioni, ma in quella di un contratto di appalto atipico. Per quanto riguarda il futuro regolamento, il Ministero dei Beni Culturali ha già anticipato che per il capitolo sponsorizzazioni monumentali le amministrazioni dovranno predisporre un piano triennale in cui indicare i lavori da effettuare e quelli per cui si cercano sponsor. La ricerca dovrà avvenire - contrariamente a quanto avvenuto a San Marco - dando massima pubblicità all'iniziativa con pubblicazione delle indicazioni sul sito del Ministero, sulla Gazzetta Ufficiale e su almeno due quotidiani nazionali. Se il contratto di sponsorizzazione sarà superiore ai 137 mila euro si dovrà darne notizia anche sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. Intanto, la circolare Soragni cambia già profondamente la situazione per l'area veneziana, modificando il ruolo della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia, che è stata in questi anni centrale per la stipula di contratti di sponsorizzazione e di maxipubblicità.